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venerdì, 9 Dicembre 2022

Charlie Hebdo, la libertà non morirà

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Erminia Vocciahttps://www.21secolo.news
Ha conseguito la laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, si interessa di politica mondiale e di temi legati al rispetto dei diritti umani. Ama leggere, viaggiare e conoscere culture diverse. Crede nell’ informazione come servizio per un mondo meno distratto e più consapevole.

Una giornata di lutto nazionale e bandiere a mezz’asta in tutta la Francia per la morte dei collaboratori, giornalisti e vignettisti, del Charlie Hebdo e dei due agenti rimasti uccisi nel folle attentato di ieri, 7 gennaio 2015, alla redazione della rivista parigina.

La polizia francese avrebbe identificato i tre attentatori, di cui due sono ancora a piede libero. Ad inchiodarli un documento di identità lasciato nella Clio chiara adoperata dagli stessi assalitori per darsi alla fuga. Si tratta dei due fratelli franco-algerini Saïd e Chérif Kouachi, rispettivamente di 32 e 34 anni, già noti ai servizi di sicurezza francesi. Il terzo uomo, Hamyd Mourad di 18 anni, si è consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine ieri in serata nell’est della Francia. Mourad sarebbe il meno coinvolto nella strage perchè avrebbe fatto solo da autista ai due fratelli Kouachi, i quali invece pianificavano l’attacco da diverso tempo. Le ricerche sono andate avanti per tutta la notte, mentre altre sette persone sono state arrestate per i loro sospetti legami al mini-commando.

Saïd, il più giovane dei due fratelli, aveva scontato tre anni di prigione per aver messo in piedi una piccola impresa che si occupava di inviare islamisti a combattere in Iraq.

Nella notte di Parigi il sangue torna a scorrere: feriti due agenti, uno dei quali è in condizioni critiche. La sparatoria, provocata da un uomo armato in un quartiere a sud di Parigi, potrebbe avere attinenza con l’attentato, ma per ora si tratta di un’indiscrezione tutta da vericare.

Il 7 gennaio 2015 è una data che rimarrà impressa nella memoria collettiva di tutto il mondo occidentale. L’orrore del sangue innocente non fermerà il diritto alla libertà di espressione e di parola. Per quanto irriverenti le vignette del Charie Hebdo non arrecavano danno a nessuno, ma forse la libertà è più pericolosa dei Kalashnikov.

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