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Champions League: la Juve c’è!

Quando la serata è quella giusta, le cose succedono con una naturalezza quasi disarmante. Per la Juventus questa era la sera giusta. E lo è stata, fino alla fine. Esordio migliore non ci poteva essere per i bianconeri, che con un perentorio 2-0 liquidano i modesti svedesi del Malmö, nella prima partita del girone di Champions. La Juve aveva voglia di mettersi alle spalle la fallimentare esperienza europea dello scorso anno e soprattutto scrollarsi di dosso lo spauracchio nordico, che nelle ultime due stagioni aveva tolto punti e sicurezze alla corazzata di Conte, prima il Nordsjaelland e poi il Copenaghen. Ma questa era la notte giusta per infrangere tabù. Ci ha pensato il suo numero 10, il suo giocatore più decisivo, colui al quale prima Conte e poi Allegri hanno affidato l’attacco bianconero. Carlos Tevez non ha tradito le attese e con una splendida doppietta ha consegnato i tre punti alla Juve e il primo posto del girone. La notte è speciale anche per l’Apache, visto che non segnava nella competizione europea più importante da quasi 2000 giorni. Un’eternità per un campione come lui. Inoltre, visto che la storia è un filo sottilissimo che collega ogni cosa, la magica serata di Tevez e della Juve spezza un’altra maledizione: la vittoria nella prima partita di Champions. Non accadeva dal lontano 2008, anche qui un’eternità. L’avversario era lo Zenit e a decidere la partita fu una prodezza del suo numero 10: Alessandro Del Piero. Quando si dice le coincidenze.

Tevez festeggia con Evra facendo la robot-dance
Tevez festeggia con Evra facendo la robot-dance

La partita è stato un monologo bianconero. Confermate le formazioni della vigilia, la Juve ha iniziato a spron battuto, cercando subito di chiudere la pratica. Ma il muro di 5 difensori schierati dallo scaltro Hareide ha creato più di una difficoltà agli uomini di Allegri. Molti cross e altrettanti tiri da fuori area, ma nessuna nitida occasione. Per assurdo la palla gol più ghiotta della prima frazione è capitata sui piedi dello svedese Eriksson, ma Buffon conferma di non essere il miglior portiere del mondo per caso. La ripresa inizia così come si era concluso il primo tempo, con la Juve a cercare con insistenza la rete del vantaggio. L’attesa dura poco. Al 16’ una splendida combinazione Tevez-Asamoah porta l’argentino a concludere agevolmente a centro area alle spalle del portiere svedese. Ma il tacco sinistro con cui Asamoah libera Tevez è da videogioco. Il gol scrolla di dosso l’ansia alla Vecchia Signora, che gioca in scioltezza cercando il raddoppio. Le occasioni piovono a grappoli, viene anche annullata una rete a Llorente per un fuorigioco al limite dei millimetri. Ma al 90’ Tevez decide che è arrivato il momento di concedere il bis. Il neo entrato Morata conquista una punizione dal limite, Tevez si traveste da Pirlo e la mette nell’angolino alla sinistra del portiere. 2-0 allo Juventus Stadium e apoteosi generale.

A fine partita l’assoluto protagonista si concede ai microfoni. “Il gol non mi mancava più di tanto, anche se sono contento. Non gioco sempre vicinissimo alla porta, anche perché Llorente è più adatto di me a fare a sportellate con i difensori grossi. Di solito in Europa si gioca più aperto rispetto all’Italia, ma stasera loro erano chiusissimi”. Infine una curiosità sull’esultanza, stile robot-dance. “Era per i miei figli, visto che la mia bimba mi aveva accolto così a casa dopo l’Udinese”.