Cesare Battisti rientra in Italia dopo 38 anni

Riportato stamattina in Italia Cesare Battisti, l'ex terrorista catturato in Bolivia dopo l'ultimo periodo di latitanza. I commenti e le reazioni della politica e del fratello di una delle vittime

È arrivato questa mattina dalla Bolivia, a bordo del Falcon 900 del Governo italiano, l’ex terrorista Cesare Battisti, catturato l’altro ieri dall’Interpol e immediatamente estradato in Italia.

Giunto all’aeroporto di Ciampino, per il momento è stato condotto dalla Polizia penitenziaria al carcere di Rebibbia dopo aver espletato la pratica del fotosegnalamento all’ufficio immigrazione.

Ad attenderlo in aeroporto, il Ministro dell’Interno Salvini, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e una decina di agenti armati. Soddisfatto il vicepremier, che al quotidiano Leggo, aveva commentato l’avvenuto arresto dell’ex terrorista: “L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera. Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo. Da decenni si era rifugiato all’estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici”.

Ed ai giornalisti aveva dichiarato: “L’arresto di Battisti è un punto di partenza e non di arrivo. Sono sicuro che le forze dell’ordine, con i servizi di intelligence, potranno riassicurare alle galere altre decine di delinquenti, vigliacchi e assassini che sono in giro per il mondo a godersi la vita”.

“Mi piace dire che è il risultato di un intero Paese, un risultato storico: quando le istituzioni italiane sono compatte non ci ferma nessuno. Oggi l’Italia va a testa alta”, aveva aggiunto Bonafede.

Il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso ha annunciato che le indagini non si fermeranno qui, perché ora è necessario individuare i complici di Battisti, riconoscendo, inoltre, il ruolo determinante che ha avuto l’esito delle ultime elezioni di Governo in Brasile, che hanno visto vincere il leader dell’estrema destra Jair Bolsonaro.

Alfonso e il suo sostituto, Antonio Lamanna, hanno poi definito “fondamentale” il lavoro portato a termine dalla Digos milanese per le ricerche del latitante “attraverso strumenti di localizzazione molto avanzati”. L’arresto di Battisti a Santa Cruz, nella Bolivia centrale, è stato infatti reso possibile da un grande lavoro fatto di  pedinamenti, geolocalizzazioni e controllo di telefoni, pc e tablet.

Elogi da parte del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, nei confronti del Ministro degli Esteri boliviano, Diego Pary, “per l’efficace e solerte collaborazione che le Autorità boliviane hanno garantito nell’arrestare e nel permettere la rapida espulsione verso l’Italia del pluricondannato per omicidio Cesare Battisti”. In sinergia con l’impegno boliviano, ha operato “quello altrettanto fondamentale delle Autorità brasiliane, alle quali va anche il nostro sentito ringraziamento”.

Nella struttura penitenziaria di Rebibbia, Cesare Battisti sarà in isolamento nel circuito di massima sicurezza destinato ai terroristi.

“Cesare, mio fratello, rientra a Roma e così abbiamo risolto tutti i problemi dell’Italia, le pensioni, il debito, tutto risolto con Battisti”, ha detto Vincenzo, fratello del terrorista. Adriano Sabbadin, figlio del macellaio ucciso dai Pac nel ’79,  ha invece commentato fra le lacrime: “Papà ora riposa in pace”.

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