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mercoledì, 6 Luglio 2022

Certificato antipedofilia nelle scuole

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Elvira Puglisi
Nasce Elvira ma per tutti è Elvia: specializzata in Cinema al DAMS di Roma, coltiva instancabilmente le sue grandi passioni ovvero cinema, teatro e naturalmente la scrittura. Si diletta sul palco e pasticcia in cucina, scrive recensioni e articoli.

A partire da oggi entra in vigore il decreto legislativo 39/2014 sul certificato antipedofilia da esibire nelle scuole italiane, da parte di supplenti e ausiliari tecnico amministrativi a tempo determinato. Tale normativa attua la direttiva dell’Unione europea 2011/93/UE relativa a una tematica calda soprattutto negli ultimi tempi, ovvero la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile. Si tratta di una misura preventiva che, almeno dl punto di vista legale,  tutela i minori da eventuali atti di violenza o pornografia. I docenti a tempo indeterminato hanno già l’obbligo di presentare tale certificato all’atto dell’assunzione, vi sono invece delle novità per quanto riguarda tutte le categorie di lavoratori che quotidianamente sono in contatto con i minori.

In pratica chi assume personale di questo tipo dovrà richiedere il certificato penale del casellario giudiziale al lavoratore, per verificare che non abbia commesso reati contro i minori, ovvero atti di prostituzione o pedofilia. Tate, baby sitter, personale ausiliario o di progetti integrativi, per tutte queste figure professionali sarà obbligatorio da parte dei datori di lavoro richiedere tale documento, pena il pagamento di una sanzione dai 10.000 a 15.000 euro. Sono esclusi da questa norma i lavoratori volontari. Il ministero dell’Istruzione sta preparando una circolare che spiegherà le modalità con le quali questa norma dovrà essere applicata a coloro che nelle scuole lavorano a contatto con i bambini.

I presidi intanto rassicurano. A loro spetta il compito di ricordarsi di rinnovare i certificati tutte le volte che vengono aggiornate le graduatorie dei supplenti. Sul sito dell’Associazione nazionale presidi c’è scritto: “va però ricordato che il certificato in questione è prodotto obbligatoriamente da tutti i pubblici dipendenti, fra i quali anche i docenti, all’atto dell’assunzione e che non deve essere ulteriormente ripresentato fino a quando non si verifichino variazioni suscettibili di incidere sullo status. Quindi, almeno per questa volta, niente panico. Le scuole non devono fare proprio nulla, se non essere particolarmente attente per quanto riguarda la documentazione dei supplenti annuali e temporanei, per i quali l’obbligo di produrre i documenti di rito si rinnova con il primo rapporto di impiego stipulato dopo l’aggiornamento periodico delle graduatorie in base alle quali sono nominati”. Inoltre l’Anp specifica che “per quanto riguarda, invece, il personale non scolastico, impiegato a vario titolo per progetti promossi dalle scuole a vantaggio degli alunni il relativo certificato generale del casellario giudiziario potrà essere richiesto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di riferimento, Ufficio locale del Casellario giudiziale anche via internet utilizzando software specifici per l’attivazione della procedura Cerpa”.

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