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domenica, 29 Gennaio 2023

Centro Cardito, alla riscoperta di antiche tradizioni

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Raffaella Ambrosanio
Redattrice del XXI Secolo, universitaria ed innamorata della comunicazione in tutte le sue forme. Coltiva tante passioni, ama viaggiare mantenendo le proprie radici ben salde al suolo e sogna l'America.

L’Associazione Socio-Culturale Centro Cardito nasce da un’idea di Carmine De Cicco, attuale Presidente, sostenuto da altri soci fondatori: Vincenzo Mattera, Gennaro Caputo, Antonio Codardin, Antonio Affinito, Carmine Canciello, Biagio De Cicco, Oreste Narciso, Vincenzo Narciso, Santo Almirante e Gennaro Caputo. Ad un anno dalla sua apertura, sotto la guida esperta della Dott.ssa Barbara Codardin, “Centro Cardito” coinvolge circa 70 ragazzi, educandoli alle arti dello spettacolo e non solo. L’Associazione, oltre ad offrire servizi utili ai cittadini, punta alla valorizzazione e alla riscoperta di beni d’interesse artistico/culturale presenti sul territorio di Cardito. Ieri, domenica 12 Aprile, il Presidente ci ha raccontato la vita dell’associazione.

Associazione Socio-Culturale Cento Cardito. Nel 2014 apre le sue porte ai cittadini. Come nasce?

«Questa associazione nasce da un gruppo di vecchi amici. In questo stabile, noi già da ragazzini, circa quaranta, cinquant’anni fa, trascorrevamo le nostre giornate in un’associazione simile, spesso giocando a calcio. Per noi quel circolo era un punto di riferimento, lì ci ritrovavamo tutti insieme. Dopo tutti questi anni, ci siamo ritrovati e abbiamo deciso insieme di creare quest’associazione apolitica, “Associazione Culturale Centro Cardito. L’obbiettivo principale è soprattutto quello di dare una mano ai nostri ragazzi, per unirli dando loro una possibilità. Purtroppo noi viviamo in un territorio discriminato, emarginato. Molti di questi ragazzi provengono da situazioni difficili e la società continua ad emarginarli, lasciandoli a se stessi. Lo scopo dunque è quello di aggregare tutti questi ragazzi per valorizzarli, per far fruttare le loro capacità. Infatti, il 18 Aprile, quindi tra pochi giorni, questi ragazzi debutteranno in uno spettacolo teatrale, “E’ cos e nient” di E. De Filippo, diretto da Davide Montuori».

Teatro, musica e letteratura. Questi sono solo alcuni dei progetti dell’associazione…

Cardito_21secolo_Raffaella Ambrosaino«Oltre ad educare questi ragazzi alle arti dello spettacolo, abbiamo sempre cercato di coinvolgere tutto il paese. L’anno scorso, in occasione della “festa della donna”, abbiamo distribuito a tutte le donne di via Molino e via Antica Belvedere, un piccolo pacchetto contenente una mimosa, dei cioccolatini e una poesia. Questo è stato il nostro primissimo progetto. L’anno scorso e quest’anno abbiamo riportato in paese il carnevale come un tempo, con i carri e la festa in piazza. Abbiamo anche realizzato una festa, “Cuori speciali”, dove i protagonisti erano i disabili del nostro paese. Abbiamo anche organizzato una gara ciclistica, “Due ruote che passione!”, realizzata sempre qui a Cardito. Ciò che ci motiva e ci rallegra è vedere la partecipazione dei giovani. L’anno scorso eravamo in tre, quest’anno ospitiamo tantissimi ragazzi che si divertono e prendono parte ai progetti della nostra associazione. Motivati dalla loro presenza, quest’anno abbiamo una nuova festa proposta dal nuovo socio Giuseppe Belgiorno: la festa dei ‘fujenti’. Noi abbiamo pensato di rivoluzionare quest’evento partendo già dal nome. Da anni i ‘fujenti’ sono stati trasformati in una gara di “potere”, perendo il significato culturale e religioso, diventando semplicemente ‘i quadri della Madonna dell’Arco’. Abbiamo dunque cercato di riportare la festa seguendo i principi di una volta, fondendo religione e cultura, proprio come si faceva un tempo. Proprio qui, nel corso Cesare Battisti, 49 anni fa si è fatta la prima manifestazione. […] Tanti progetti realizzati, tanti altri dovranno essere sviluppati. Al momento si lavora per realizzare una mostra guidata alla scoperta dei beni storici presenti nelle grotte di Cardito, lunghe chilometri».

Tanti sono stati i progetti realizzati e tanti altri verranno. Possiamo chiedere come riuscite a sostenere le spese?

«Molte delle spese le affrontiamo personalmente, quindi con i nostri soldi, ma dobbiamo anche ringraziare tutte le persone che ci sostengono con contribuzioni volontarie. Ci tengo a sottolineare che questa è un’associazione apolitica. Nel nostro regolamento abbiamo inserito una clausola chiarissima: se un nostro socio dovesse prendere parte a un determinato gruppo politico o dovesse candidarsi, allora questi dovrà rassegnare le proprie dimissioni. Veda, noi abbiamo aperto le nostre porte da un anno e purtroppo molti continuano ad associarci a determinati gruppi politici. Questo perché l’intero stabile ci è stato affidato dalla famiglia Amirante, permettendo non solo la nascita, ma garantendo anche un futuro per quest’associazione a costi davvero ridotti. Diversamente da ogni gruppo o associazione culturale, il costo mensile chiesto ai nostri soci è solo di 5€. I soldi che i nostri soci versano ogni mese vengono investiti nell’associazione e servono per finanziare eventi, manifestazioni e progetti. Il Gruppo Iazzetta spesso collabora con noi; loro infatti hanno offerto il primo premio (500 euro – ndr) per la festa dei “fujenti” organizzata dal nostro socio Giuseppe Belgiorno».

Sappiamo che dal campo estivo realizzato lo scorso anno, tantissimi ragazzi si sono uniti a quest’associazione. Chi si prende cura di questi giovani?

«I giovani sono sotto le ali protettive della Dottoressa Barbara Codardin, nonché vice presidente di Centro Cardito, che si occupa soprattutto dell’area didattica. Lei era la responsabile del campo estivo che ha ospitato ben 70 ragazzi».

Abbiamo chiesto all’organizzatore, nonché presentatore della “Festa dei fujenti”, Giuseppe Belgiorno, di spiegarci le origini della festa.

«Sono secoli che si celebra la madonna dell’Arco con quadri e sculture. Tempo fa tutti i devoti della Madonna le dedicavano dei quadri, oggi raccolti a Pomigliano d’Arco. Purtroppo però, sono 23 anni che questa festa ha perso il suo lato sacro diventando una gara di potere, una lotta tra le varie paranze (gruppo di uomini che alzano e trasportano a spalla le opere dedicate alla Madonna – ndr) che spesso sfociano in risse. Noi abbiamo l’obbiettivo di riportare questa festa alle sue origini coinvolgendo il paese, le famiglie, in una festa simpatica, divertente, ma soprattutto sana».

L’associazione ringrazia tutti i soci, in particolare Mario Armanno e Giovanni Mattera, Michele Zanfardino, Biagio Belgiorno e il collaboratore Roberto Lavoglio.

L’opera che ha vinto il primo posto alla festa dei fujenti si intitola: Essere Donna.

Czrdito_21secolo_Raffaella Ambrosaino“L”opera del Maestro Giacomo Sonaglia accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso i secoli che mostra la condizione della donna. La figura in primo piano sulla sinistra è quella che meglio si presta a raffigurare la sofferenza femminile. Ella è infatti Eva, posta a simboleggiare la prima accusa verso il gentil sesso, colpevolizzato fin dalle primordiali origini dell’uomo. Poco più in alto è riprodotto un celebre capolavoro neoclassico: Il “Ratto delle figlie di Leucippo” di Rubens, episodio della mitologia greca che testimonia l’inclinazione di Giacomo Sonaglia per le Copie d’Autore. Spostandoci al centro della tela, troviamo due figure con atteggiamenti assai differenti: la prima si volge al futuro e ostenta sicurezza e serenità, mentre la seconda, più presente e reale, guarda al passato e soffre. La realtà attuale della donna nella società occidentale è mostrata dal manichino e denuncia la mercificazione del corpo femminile, mentre la figura coperta, la sua sottomissione nelle culture orientali. Il futuro viene infine rappresentato come uno speranzoso auspicio: la pace fra i sessi, la libertà tanto agognata quanto meritata. Nell’opera sono presenti omaggi a Rubens, Anna Lea Merritt e Karol Bak”.

Daniele Gallucci

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