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martedì, 31 Gennaio 2023

Cataratta: come trattare il disturbo più diffuso tra gli anziani

Il disturbo, tra i più diffusi in Italia, è risolvibile rapidamente attraverso un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale. I rischi intraoperatori sono veramente minimi e le nuove tecniche di intervento permettono di risolvere il problema al 100%

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

La cataratta è un’opacizzazione della lente naturale che si trova all’interno dei nostri occhi ovvero il cristallino, collocato tra il corpo vitreo e l’iride. La patologia è molto diffusa, specie nella popolazione anziana. Inftti la cataratta è la principale causa di cecità trattabile nel mondo e colpisce il 50% delle persone che hanno più di 65 anni.

La percentuale aumenta con il progredire dell’età fino ad arrivare ad interessare il 90% delle persone con più di 75 anni. Recenti studi indicano che in Italia l’incidenza media della cataratta nelle fasi iniziali è pari al 16,5% e aumenta con il progredire dell’età.

Cataratta: sintomi e cause

Come abbiamo già detto una delle cause più importanti è l’invecchiamento. Ma ci possono essere altri fattori coinvolti nel suo sviluppo: le carenze nutrizionali, il diabete, difetti congeniti ed ereditari, traumi oculari e radiazioni ionizzanti.

I primi sintomi che si manifestano sono generalmente: visione offuscata o doppia, ipersensibilità alla luce, percezione dei colori meno vivida, sensazione di abbagliamento. Talvolta il disturbo si nota anche dall’esterno in quanto chi soffre di questa patologia può mostrare una pupilla (di solito nera) giallastra o bianca.

Diagnosi e tipi di cataratta

È importante fare molta prevenzione, effettuando una visita oculistica completa periodicamente. La diagnosi infatti avviene con un semplice controllo oculistico. Lo specialista andrà ad esaminare l’occhio per controllare l’opacità del cristallino. Parliamo di cataratta nucleare quando il nucleo del cristallino è opaco, denso e compatto. La progressione è molto lenta.

Quando l’opacizzazione coinvolge anche la zona periferica del cristallino, parliamo di cataratta corticale. Con questo tipo di cataratta la vista è molto ridotta e il cristallino assume un aspetto biancastro.

Quando invece le opacità si hanno in prossimità della porzione centrale allora siamo davanti ad una cataratta sottocapsulare posteriore. La vista regredisce notevolmente e in maniera rapida.

Cataratta: l’unica soluzione è l’intervento chirurgico

In ogni caso l’unico trattamento per risolvere questa problematica è l’asportazione chirurgica. In Italia la tecnica più usata è quella della facoemulsificazione. Con questo sistema si frantuma il cristallino attraverso l’emissione di ultrasuoni e poi si aspirano i frammenti. Dopo si impianta una piccola lente artificiale, detta anche “lentina”. L’intervento si esegue in anestesia locale.

Il post-operatorio

Il recupero post-operatorio è rapido vista la poca invasività della tecnica utilizzata. La cataratta è l’intervento chirurgico più effettuato al mondo. L’incidenza è di mezzo milione di interventi l’anno in Italia. La tecnica della facoemulsificazione ha ridotto molto i rischi intraoperatori, che sarebbero circa lo 0,01% circa.

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