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sabato, 3 Dicembre 2022

Catania, sisma di magnitudo 4.8 nella notte

Un sisma di magnitudo 4.8 ha spaventato i cittadini di Catania e dintorni.

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Verso le 3:19 del mattino del 26 dicembre, una forte scossa di magnitudo 4.8, con ipocentro di profondità di solo 1 km, ha portato scompiglio e paura a Catania, a nord del capoluogo etneo, tra Viagrande e Trecastagni.

La forte scossa ha portato anche alla chiusura di un piccolo tratto dell’A18, Catania-Messina a causa della presenza di lesioni sospette al manto stradale e la cui riapertura sarà stabilita dopo eventuali sopralluoghi e verifiche di sicurezza.

I danni si sono manifestati in più paesi data la poca profondità dell’epicentro della scossa, che ha portato il sisma ad espandersi maggiormente in  superficie.

Infatti, ciò, ha fatto espandere di molto la scossa, i cui effetti sono stati avvertiti anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano.

Il crollo di molte case e chiese ha portato i cittadini a scendere nelle strade e a chiedere soccorso.

Secondo una prima stima della Prefettura di Catania, il numero dei feriti si aggirerebbe intorno alla decina, di cui un 80enne, della frazione di Zafferana Etna,  estratto dalle macerie della propria casa grazie all’aiuto dei soccorsi del 118 e un’abitante del Pisano in situazione analoga.

Sempre a Zafferana Etna, dove, secondo la stima, si sono avuti i maggiori danni, una casa di riposo è stata completamente evacuata dai suoi abitanti date le lesioni presenti allo stabile.

Nella frazione di Fleri, dove il sisma ha portato al crollo la vecchia chiesa del paese e dove si sono registrati due feriti, fortunatamente non gravi, con contusioni ed escoriazioni e che , a detta loro, si sono considerati “miracolati”.

Infatti, continuano a ripetere ai cronisti e agli stessi soccoritori: “Siamo vivi per miracolo

Questi fanno parte di una famigliola di quattro persone; madre, padre e due figli minori che hanno visto crollare le pareti della propria abitazione davanti ai loro occhi.

Il padre ricostruisce cosi la vicenda:  “Eravamo a letto, ci siamo svegliati di soprassalto e visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo.”

Durante la scossa sono crollate altre antiche costruzioni della zona di Fieri, Zafferana Etna e  Santa Venerina.

A Pennisi, la scossa ha portato a dei crolli nella chiesa di paese, ma fortunatamente senza feriti o vittime.

Questi sembrerebbero essere tutti eventi riconducibili all’eruzione dell’Etna, ormai in corso da due giorni.

Infatti, durante il sisma nella notte, l’Etna ha tremato diverse volte.

Di conseguenza al verificarsi di questo sciame sismico in un’area determinata, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha convocato il Comitato operativo a Roma mentre il Prefetto di Catania, Claudio Sammartino, ha convocato immediatamente a Palazzo Minoriti il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione  sul terremoto.

Nelle aree che sono state  interessate dal sisma sono operative squadre dei Vigili del fuoco, Carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, Polizia locale, volontari, personale del 118 e delle protezioni civili comunali.

Il Prefetto Sammartino, a causa della forte paura innestata dal sisma e dai crolli che lo stesso ha causato, con l’ausilio e l’assistenza della Croce rossa, ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa.

 

 

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