Catacombe di San Gennaro: Napoli si mobilita

Arrivate le firme anche di Massimo Osanna, Soprintendente della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, e di Luciano Garella, sovrintendete dei beni archeologici, belle arti e paesaggio per il comune di Napoli.

Si parla di firme raccolte per la lettera aperta, promossa dall’associazione “L’Altra Napoli ONLUS”, inviata due giorni fa a Papa Francesco per chiedere il suo intervento in merito alla gestione delle Catacombe di San Gennaro. L’appello in nome dei giovani della cooperativa “Paranza”, cooperativa che è riuscita a dare un lavoro a 50 giovani del Rione Sanità.

Ieri pomeriggio, oltre 20mila firme raggiunte in ventiquattro ore, un’espressione della società civile in merito alla questione.

Due adesioni, quelle dei sovrintendenti, che danno ancora più valore all’appello; in queste ore si sono aggiunti anche gli ex ministri Fabrizio Barca e Massimo Bray.

L’appello fatto al papa riguarda i dubbi sul futuro del sito archeologico nel caso in cui dovesse procedere la richiesta di versare il 50% degli incassi al Vaticano, come prevedeva la convenzione in vigore.

“Sono convinto che il Santo Padre, conoscendone la sensibilità, comprenderà quanto è importante per il quartiere e per la città un simile laboratorio”, afferma il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, primo firmatario dell’appello indirizzato a papa Francesco.

I numeri dicono che le Catacombe di San Gennaro sono visitate ogni anno da 150mila persone, “segno che il modello funziona anche dal punto di vista economico e di contrasto all’illegalità e alla corruzione”, afferma ancora De Magistris.

catacombe

A mobilitarsi è anche il quartiere. Nel Borgo Vergini, nel rione Sanità a Napoli, sono stati affissi vari cartelli con messaggi indirizzati alla Commissione Pontificia.

“Le Catacombe erano un c…o nelle vostre mani, appena avete avuto il fiuto dei soldi siete usciti fuori come lupi affamati. Vergognatevi”. Questo è uno dei tanti cartelli, e si legge all’esterno di un negozio di un pescivendolo. E per i ragazzi che lavorano nelle catacombe sul cartello è scritto: “Lottate contro questo abuso”.

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