Carrelli elettrici vietati alla Certosa di San Giacomo

Da oggi, saranno vietati i carrelli elettrici alla Certosa di San Giacomo a Capri, il monastero più antico dell’isola; infatti, un’ordinanza della Polizia municipale ne vieta il transito permanente sul tratto compreso dalla scivolo in pietra sino al portale di ingresso alla Certosa. A partire da oggi, 15 luglio, chiunque vorrà trasportare attrezzature e impianti all'interno del sito monumentale dovrà fermare i mezzi elettrici all'inizio della scalinata dello storico viale che immette nel trecentesco complesso monumentale più grande e importante dell'isola e procedere a piedi senza utilizzare i veicoli a trazione elettrica.

carrelli elettrici vietati nella Certosa di San Giacomo
carrelli elettrici vietati nella Certosa di San Giacomo

Da oggi 15 luglio, saranno vietati i carrelli elettrici alla Certosa di San Giacomo a Capri, il monastero più antico dell’isola del Golfo di Napoli; infatti, un’ordinanza della Polizia municipale ne vieta il transito permanente sul tratto compreso dalla scivolo in pietra sino al portale di ingresso alla Certosa. A partire da oggi, chiunque vorrà trasportare attrezzature e impianti all’interno del sito monumentale dovrà fermare i mezzi elettrici all’inizio della scalinata dello storico viale che immette nel trecentesco complesso monumentale più grande e importante dell’isola e procedere a piedi senza utilizzare i veicoli a trazione elettrica.

L’ordinanza, è spiegato nella nota, è nata dal fatto che “negli ultimi periodi vi sono stati accessi indiscriminati di carrelli elettrici nell’ultimo tratto di Via Certosa e precisamente dallo scivolo in pietra all’ingresso della Certosa stessa”. 

La certosa di San Giacomo è il monastero più antico di Capri. Fu edificato nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla Regina Giovanna I D’Angiò, la certosa ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach.

Dal 1975 è sede del museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull’isola nel 1913. Nei primi anni del Duemila hanno avuto inizio le opere di restauro all’intera struttura a cura della Soprintendenza napoletana.

I carrelli elettrici rappresentano l’unico mezzo di trasporto nelle stradine pedonali dell’isola ma, al contempo, costituiscono anche un pericolo per la sicurezza. Proprio per questo motivo si è deciso di regolamentarne l’utilizzo e i vari accessi nelle zone dell’isola, soprattutto per quanto concerne i monumenti o le aree storiche. Da ciò nasce l’esigenza di preservare e salvaguardare, il sito monumentale della Certosa di San Giacomo e tutelare la pubblica incolumità di quanti vi accedono per visitarlo. 

Ricordiamo che per i trasgressori, sono previste multe salate sino a 500 euro.

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