Carrefour, licenziamenti via WhatsApp

Il Carrefour sito in località Passovecchio, presso Crotone, avrebbe licenziato oltre sessanta dipendenti del supermercato via WhatsApp

Licenziati in tronco tramite l’invio di un messaggio via WhatsApp, così una sessantina di lavoratori del supermercato Carrefour di località Passovecchio, a Crotone, avrebbero perso il lavoro.

I lavoratori, il cui numero preciso varia a seconda delle fonti, 62 secondo Open, 52 secondo altre fonti locali, hanno dunque visto avviata la procedura di licenziamento mentre si trovavano presso la propria dimora, perché il giorno precedente il supermercato era stato chiuso a causa della cessazione della fornitura di energia elettrica e per la progressiva mancata fornitura di merce.

I lavoratori hanno quindi iniziato a presidiare il supermercato, puntando il dito in primis contro Francesco Perri, titolare della società Grande distribuzione lametina, il quale avrebbe mandato il messaggio ai dipendenti in prima persona, e che, secondo i sindacati, sarebbe sempre stato indisponibile a sedersi a un tavolo di concertazione, nonostante nel supermercato si fossero verificati problemi e disguidi che avrebbero necessitato di chiarimenti già da un po’.

Vicinanza nei confronti dei lavoratori ormai disoccupati mostrata in prima persona anche dal sindaco di Crotone.

Carrefour Italia intanto ha rilasciato un comunicato stampa dissociandosi dall’operato dell’imprenditore che, come ha voluto rimarcare all’interno del documento, gestisce solamente un punto vendita in franchising.

“Carrefour Italia ha appreso da notizie di stampa che un imprenditore che gestisce un punto vendita in franchising avrebbe proceduto al licenziamento di 52 dipendenti impiegati a Crotone comunicando il licenziamento all’improvviso e con modalità non consuete. Pur non entrando nel merito delle decisioni di business, che afferiscono unicamente a questo imprenditore terzo, l’azienda si dissocia fermamente dalle modalità con cui questa decisione, che impatta negativamente su un’intera comunità, sarebbe stata gestita e comunicata, perché profondamente contrarie ai principi etici di business che contraddistinguono il Gruppo in Italia”.

 

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