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martedì, 31 Gennaio 2023

Carosello: programma televisivo trasmesso per vent’anni

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Carosello: programma televisivo trasmesso per vent’anni. La prima messa in onda fu sulla Rai il 3 febbraio 1957 e venne chiuso definitivamente il 1 gennaio 1977.

La prima puntata andò in onda il 3 febbraio è quindi da considerare come una data storica per l’Italia.

Trasmesso tutti i giorni, ad eccezione del 2 novembre e del venerdì santo nella fascia oraria compresa tra le 20:50 e le 21:00 con un totale di 7.261 episodi.

Si cominciò con un cortometraggio della Shell Italia, dal titolo “Per guidare meglio”, in cui venivano dati consigli sulla sicurezza stradale.

A seguire ci fu la Saipo L’Oréal con “Un personaggio per voi”, in cui venne intervistato un personaggio noto consegnandogli al termine una confezione del prodotto. Si continuò con il primo episodio della serie “Quadrante della moda” che pubblicizzava le macchine per cucire Singer e l’ultimo spot fu la prima puntata di “L’arte del bere”.

Il programma fu sospeso nel periodo compreso tra il 31 maggio e il 6 giugno 1963 come segno di rispetto per la morte di Papa Giovanni XXIII e nel periodo in cui il Paese fu scosso dalla strage di piazza Fontana. Si verificarono negli anni altre sospensioni ma di breve durata.

Carosello fu per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate e rappresentazione dell’appuntamento giornaliero della famiglia italiana, tanto che, ancora oggi, la frase “a letto dopo Carosello” è rimasta parte del linguaggio parlato.

All’epoca, la RAI monetizzava i suoi proventi attraverso il pagamento del canone, ma gli abbonati erano ancora troppo pochi. Si pensò dunque di dar vita ad un contenitore pubblicitario.

Nacque così l’idea di Carosello, che ebbe lo scopo di proporre annunci pubblicitari in modo innovativo: scenette comiche e divertenti per catturare l’attenzione del target.

Tutto ebbe inizio con la “La pianola magica” del 1955, un cortometraggio di venticinque minuti, in cui un giovane Paolo Ferrari suonava con una pianola degli intermezzi per alcune scenette.

L’origine del nome si deve al film “Carosello Napoletano” del 1954 , la prima pellicola incentrata sull’attività del cantastorie. “Carosello”, significa appunto torneo, parata di cavalieri.

L’idea della RAI fu, inizialmente quella di produrre tutti gli spot facendoli pagare 500.000 lire agli inserzionisti, ma ben presto ci si rese conto che la produzione sarebbe stata molto impegnativa, quindi si decise di affidare il compito ad aziende esterne scelte dai brand che volevano pubblicizzare.

La chiusura del programma fu legata a vari motivi, in primis l’evoluzione delle richieste del mercato pubblicitario italiano, sempre più moderno e dinamico.

A metà degli anni Sessanta, infatti, cominciarono le critiche. Gli intellettuali sostenevano che gli spot erano un mezzo per creare bisogni superflui e falsi. Le nuove generazioni, dati i cambiamenti epocali, non si riconoscevano più nella società proposta da Carosello.

Si sentì il bisogno di creare un’immagine standard nei diversi Paesi che mal sopportavano il fatto di dover costruire spot legati soltanto al contesto italiano.

Carosello cambiò le abitudini degli italiani e in vent’anni di vita nacquero tantissimi personaggi che sono rimasti nella storia della televisione italiana, insieme a modi di dire entrati nel linguaggio comune.

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