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lunedì, 30 Gennaio 2023

Carne limitata dal Covid: bordelli riaperti ma senza sesso

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

L’epidemia ha bloccato i più svariati settori ed anche il mercato della carne non ne è rimasto indenne, anzi. In Germania avevano infatti ovviamente chiuso i bordelli, essendo la sessualità a malapena consigliata tra i cosiddetti “congiunti”. Le attività delle case chiuse di Berlino hanno ripreso proprio la settimana scorsa, dopo mesi di stop, sebbene con un’ enorme limitazione: niente sesso.

Il viavai è nettamente calato in quanto sono proibiti i rapporti sessuali. Esatto, nei bordelli berlinesi non si potrà consumare sesso, almeno fino al primo settembre, stando alle disposizioni. Un vero lavoro quello della prostituta in Germania, giuridicamente migliorato grazie ad una legge passata nel 2002. Il mestiere della prostituta è regolato da contratti, con tanto di assicurazione sociale. L’occupazione volta al piacere della carne impiega 40.000 operatrici, scese in piazza armate di bambole gonfiabili, per opporsi a questa grossa restrizione.

La protesta ha avuto luogo nel mese di luglio, quando le lavoratrici si sono presentate davanti all’edificio in cui è sita la Camera alta tedesca, il Bundestrat. Un mese è trascorso da quel momento e le operatrici hanno ricevuto il contentino con la riapertura. Al primo settembre la situazione dovrà essere sottoposta ad una nuova valutazione, considerato l’aumento dei contagi.

Attualmente le “Bocca di rosa” tedesche sono tenute a ricevere i clienti in modo tutt’altro che naturale, dovendo sottostare alle norme per la sicurezza anti-covid. L’utenza è costretta a compilare un modulo che andrà firmato, inserito in una busta e sigillato, nonché a ricevere il servizio richiesto con la protezione della mascherina.

Si tratta di una questione caratterizzata da una profonda dualità: se da un lato prima della chiusura le sex workers stavano ritirandosi dal lavoro in preda alla paura del contagio, dall’altro il timore era di non sopravvivere senza il guadagno derivato dalle performance. La prostituzione, essendo perlopiù un lavoro svolto in autonomia, non era incluso nel pacchetto di aiuti messo a disposizione dallo Stato tedesco.

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