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domenica, 23 Gennaio 2022

Carlo I d’Angiò, l’avvio della Napoli medievale

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Carlo I d’Angiò ha rappresentato una figura strutturale nel cambiamento storico, sociale, urbano e culturale del capoluogo campano.

Nonostante numerosi storici d’oltralpe contraddicano sul giorno della sua nascita, ritenuta il 21 marzo 1226, la vicenda politica e umana di Carlo I d’Angiò rappresenta una svolta per le vicende del Mezzogiorno medievale.

Giunto nel Regno di Sicilia dietro sollecitazione papale, con la battaglia di Benevento del 1266, sconfiggendo Manfredi ed estirpando definitivamente ogni frangia di resistenza baronale interna della casa imperiale Hohenstaufen capeggiata dalla famiglia Capece e Lancia con la battaglia di Tagliacozzo del 1268 attuò la definitiva conversione del regno.

Carlo I predispose insieme all’approdo della feudalità e all’episcopato francese. l’arrivo dei banchieri toscani affidandogli il controllo commerciale sul nascente porto di Napoli, tra i motivi principi del dissidio con le forze locali.

Napoli in età angioina assunse l’impostazione di capitale del Regno di Sicilia, dopo lo splendore avuto dalla corte di Palermo, scelta di strategia politica.

Esemplare dell’evoluzione urbana di Napoli con Carlo I è l’avvento del Maschio Angioino, intrapreso nel 1273 e che nell’onomastica e nell’architettura doveva recare il distaccamento dalle precedenti residenze d’età normanno-sveva ma ad esse congiunte come Castel Capuano e Castel dell’Ovo. 

Nell’età di Roberto il Saggio infatti proprio Napoli culla del proto-umanesimo di Petrarca e soprattutto Boccaccio, oltre ad ospitare nel Castel Nuovo personalità come Tino da Camaino e Giotto di Bondone.

La caparbietà e l’intraprendenza di Carlo I d’Angiò portò al racchiudere intorno alla sua figura un dominio politico esteso tra Balcani, Mediterraneo e area settentrionale d’Italia oltre il suolo transalpino.

Altro evento storico a cui è allegata la vicenda di Carlo nel Mezzogiorno è legata alla vicenda dei Vespri Siciliani che comportarono la progressiva perdita della Trinacria, attuale Sicilia.

Interessante è la collocazione dantesca di Carlo I all’interno della Commedia.

Carlo viene collocato in modo canonico in vari luoghi a livello verbale quanto “fisico” nel Purgatorio, denunciandone sia la rapacità quanto la negligenza, rievocando episodi quali i Vespri e l’uccisione di Corradino.

Ad oggi la tomba di Carlo I d’ Angiò è conservata presso il duomo di Napoli, ulteriore costruzione d’età angioina.

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