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lunedì, 15 Agosto 2022

Cardito, il piccolo Giuseppe ucciso dal patrigno: nuovi rilievi e probabile riesumazione

I giudici di Napoli hanno assegnato un ennesimo incarico ai periti: stabilire cause e ora della morte del piccolo Giuseppe

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Potrebbe essere riesumata e sottoposta ad ulteriori accertamenti ed esami la salma del piccolo Giuseppe Dorice: il bambino di appena sette anni brutalmente ammazzato a bastonate dal patrigno Tony Essobti Badre, l’italo-marocchino di 28 anni condanno all’ergastolo in primo grado, nel gennaio del 2019, a Cardito (NA).

Il 26 Novembre scorso, la seconda sezione della Corte di Assise di Napoli ha assegnato un mandato a due consulenti – i dottori Maurizio Saliva e Luciano Guarnieri – al fine di accertare quanto segue:

“…le cause del decesso di Dorice Giuseppe, l’ora presumibile della morte e la praticabilità di condotte alternative atte a scongiurare l’evento (la morte) …”

mediante la disamina degli atti del primo e secondo grado di giudizio (ancora in corso), oltre che attraverso un secondo esame autoptico.

È una ipotesi al momento tenuta in considerazione, anche se si procederà in questo senso soltanto se dovesse rivelarsi imprescindibile.

I giudici, tuttavia, hanno messo in chiaro che la nuova autopsia, previa riesumazione, sia da prendere in considerazione laddove si rivelasse “assolutamente necessaria“, così come estremamente necessario dovrà ritenersi anche l’esame clinico della sorellina di Giuseppe, a sua volta vittima di violenze e maltrattamenti e ricoverata per diversi giorni all’ospedale Santobono di Napoli a seguito della tragedia avvenuta in quella drammatica domenica di tre anni orsono.

La decisione decretata ed emanata lo scorso 26 novembre è l’epilogo dell’udienza svoltasi il 12 novembre 2021, nell’aula 320 del Palazzo di Giustizia, nel corso della quale l’avvocato Pietro Rossi, legale di Badre, ha invocato nuovi accertamenti mirati a stabilire con la maggior minuzia possibile, l’ora del decesso di Giuseppe.

In primo grado la Corte di Assise di Napoli condannò Badre all’ergastolo, mentre alla madre del piccolo Giuseppe, Valentina Casa, venne inflitta una condannata a sei anni di reclusione. Fu giudicata colpevole sotto il profilo omissivo della morte di Giuseppe, del tentato omicidio della sorellina e dei maltrattamenti perpetrati a danno di ambedue i figli.

La prossima udienza è stata già fissata per il prossimo 16 marzo.

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