Capodimonte, la collina dell’arte in questi giorni è ospite di uno dei programmi espositivi più densi che il museo napoletano abbia offerto negli ultimi anni. Tre mostre in contemporanea, ognuna con un linguaggio radicalmente diverso dalle altre, trasformano il palazzo borbonico in un laboratorio del tempo: quello antico, quello contemporaneo e quello della memoria collettiva.
Capodimonte, la collina dell’arte e anche della musica
La proposta più legata all’identità della città è Canto Napoli di Emilio Isgrò. Un progetto inedito curato da Eike Schmidt, direttore del museo, visitabile fino al 29 settembre 2026 nelle sale 81-83-84 del secondo piano. Isgrò, maestro della Cancellatura, applica per la prima volta la sua tecnica alla musica napoletana, rivolgendo il suo gesto poetico e critico alle partiture della canzone partenopea. Il risultato è un percorso che parla di memoria, identità e del potere, o dell’assenza, delle parole. In una città dove la musica è parte dell’identità quotidiana, questa mostra ha un legame naturale con il pubblico locale.
Altra mostra, nata da un dono
Più raccolta ma non meno significativa è I Segni dei Tempi di Carlo Maria Mariani. Allestita fino al 14 luglio in occasione della donazione del dipinto omonimo al museo, è un percorso utile per chi ama il dialogo tra classicismo, arte contemporanea e grandi collezioni museali. Un confronto silenzioso tra epoche, che il palazzo di Capodimonte sa ospitare con naturalezza.
La terza mostra, Mimmo Jodice
A completare il trittico, la mostra dedicata a Mimmo Jodice, uno dei più grandi protagonisti della fotografia contemporanea internazionale, cui il museo ha aperto una sala permanente. Un omaggio doveroso al maestro napoletano, che con il suo sguardo ha restituito alla città una visione insieme familiare e straniante.
Tre voci, tre linguaggi, una sola collina. Capodimonte si conferma il museo da scegliere per vedere più mostre insieme, inserite nel solco di una collezione storica che va da Tiziano a Caravaggio. Un’estate per salire in alto, a Napoli, non solo geograficamente.





