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Capodanno di sangue: pregiudicato ucciso con tre colpi di pistola

Un capodanno di sangue quello che si è appena concluso nel napoletano.

Ad infoltire i numeri già alti dei feriti causati dai botti , ben 14 stando alle prime stime della giornata, nonostante le molteplici ordinanze comunali che vietassero l’uso di petardi per salutare il nuovo anno, si aggiunge un agguato di camorra.

L’omicidio si è svolto nella notte, col favore delle tenebre e dei festeggiamenti, nel quartiere napoletano di Fuorigrotta, per essere più precisi nel Rione Lauro.

Stando a quanto riferito dalla questura l’uomo, un pregiudicato di 42 anni, risponde al nome di Salvatore Capone.

Rinvenuti sul luogo del delitto tre bossoli, che avrebbero causato sul colpo il decesso.

Ad occuparsi delle indagini sarà il commissariato di polizia San Paolo.

Vittima di una faida di camorra più ampia?

Le indagini da parte della questura si allargano per cercare di risalire al movente del delitto.

L’ipotesi è che questo agguato, che ha tinto il capodanno di sangue, possa rientrare in una faida camorristica più ampia in atto nello stesso quartiere di Fuorigrotta.

Questo crimine si andrebbe a mettere in coda a quello consumatosi la scorsa vigilia di Natale ai danni di Vitale Troncone, 53enne ritenuto dall’autorità giudiziaria reggente dell’omonimo clan.

Chi era Salvatore Capone

Salvatore Capone, era la scorta armata dei boss del rione Lauro, raccordo criminale tra Fuorigrotta, Bagnoli e i Licciardi di Secondigliano. L’uomo, vicino al gruppo Cesi che è egemone nella zona a ridosso dello stadio Maradona, in contato con gli Esposito e con i Licciardi, sarebbe stato vittima di questo agguato in  risposta al raid che ha colpito il capoclan Vitale Troncone.

Si ricorda che Tracone è attualmente ricoverato in fin di vita all’ospedale del Mare.

Capone era molto vicino al boss Massimiliano Esposito, ‘o scognato, del quartiere di Bagnoli tanto che durante la sua latitanza era lui che ne gestiva il cellulare per le comunicazioni urgenti.

Il quartiere di Fuorigrotta da tempo è attraversato da agitazione delle cosche, che si contendono le piazze di spaccio e la gestione delle estorsioni, con annessi giri di somme di denaro mirabolanti. Questa lotta tra clan sarebbe la causa dei tanti delitti che si stanno consumando in questi giorni, che vede i suoi inizi gia dal 2020.