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giovedì, 26 Maggio 2022

Capitone fritto, un classico del Natale napoletano

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Il Natale è ormai alle porte. La tradizione culinaria del Sud Italia vuole che tutto sia perfetto per il momento più importante dell’anno: il cenone della vigilia di Natale. A Napoli la tradizione è fondamentale, e non può esservi cenone della vigilia senza un piatto importantissimo: il capitone fritto.

Il capitone o “o’capiton” secondo il dialetto napoletano, in realtà non è altro che la femmina dell’anguilla. Il nome sembrerebbe derivare dal latino “caput” ovvero “testa”. Il latino ci mostra però la parte più significativa ed interessante di questo piatto. Infatti anguilla deriverebbe dal latino “anguis” ovvero “piccolo serpente”, ed effettivamente questo pesce sembra proprio un serpente. Lo sappiamo bene, la storia e la cultura di Napoli somo molto legate alla superstizione e al malocchio. Ebbene, centinaia di anni fa, i napoletani iniziarono a mangiare il capitone proprio per la sua somiglianza con il serpente. Il serpente simboleggiava il demonio e mangiarlo dunque, era un modo per cercare di allontanare il male.

Ma attenzione! Il capitone fritto non è solo un piatto. Il capitone fritto è un momento essenziale del Natale napoletano. Se abbiamo deciso di prepararlo per il cenone bisognerà attenersi a tutte le regole che la tradizione vuole. Dunque bisognerà acquistarlo ancora vivo dal pescivendolo il giorno prima della Vigilia cioè il 23 dicembre. Se vogliamo fare le cose come si deve, bisognerà andare “‘N’copp e’mura”, ovvero in Vico Soprammuro, nel quartiere Pendino, nei pressi di Porta Nolana, dove c’è un caratteristico mercatino di pesce.

Per l’acquisto sono da preferire gli esemplari femmina perchè di solito sono di grandi dimensioni. Possono arrivare fino a 1 mt di lunghezza e 6 kg di peso. Il capitone dev’essere decapitato il 24 dicembre stesso. Essendo un pesce molto grasso, si deteriorebbe subito e quindi è meglio far passare poco tempo tra il taglio e la cottura.

Ma adesso passiamo alla preparazione. Pulire il pesce privandolo sia della testa che delle interiora. Tagliarlo poi a pezzi nè troppo grandì nè troppo piccoli. La giusta dimensione dev’essere 10 cm di lunghezza ognuno. Asciugarli con carta per poi passarli in farina e nell’olio caldo. Una volta pronto, salare a piacere. Il procedimento è facilissimo e il piatto è perfetto per un cenone di Natale all’insegna della tradizione.

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