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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Cani e padroni: amore in punta di naso

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Un “tartufo” nero, umido e sempre al lavoro: è il naso dei nostri amatissimi amici cani ed è per noi il lasciapassare verso il loro cuore. E’ noto che annusando, i cani e non solo loro, conoscono e riconoscono ciò che li circonda; imparano, fanno amicizia, trovano risposte alle loro domande.
 Secondo uno studio dell’equipe del professor Gregory Berns della Emory University di Atlanta, Stati Uniti, l’olfatto per Fido è una sorta di ‘scanner’ attraverso il quale ricava informazioni su tutto, e non è solo collegato al riconoscimento di questo o di quell’odore, ma anche alle emozioni a esso correlate. E questo vale soprattutto nel rapporto unico e speciale con il proprio amico-umano. Per i cani l’odore delle persone familiari è buono come un dolce e come tale lo percepiscono. Secondo la ricerca, il cervello dei nostri amici a quattro zampe attiva specifiche aree relative alla ricompensa quando il cane annusa odori che lui ricollega ad affetti o ricordi particolarmente positivi.

Un risultato importante per capire cosa provano i nostri animali e che rivela come i cani non solo siano in grado di riconoscere le essenze degli esseri umani, ma sono capaci di associarvi specifici ricordi avvertendo esclusivamente un odore, anche se il possessore del ‘profumo’ non è fisicamente presente. “Abbiamo cominciato – commenta il ricercatore – a studiare i cani circa 3 anni fa proprio per poter capire meglio cosa pensino o che esperienze provino”. 
Lo studio ha coinvolto 12 quattro zampe, tra cui quello di Berns: 5 di questi erano cani guida o impegnati in pet therapy. Gli animali, educati a stare seduti durante lo svolgimento del test, sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, una particolare tecnica di diagnostica per immagini non invasiva che registra l’attività delle cellule nervose. Ognuno dei cani ha annusato 5 tamponi impregnati dell’odore di una persona familiare, di uno sconosciuto, di un cane della stessa famiglia e di uno mai conosciuto prima, oltre al proprio.

naso naso cane padroneIl profumo che negli animali ha attivato maggiormente il nucleo caudato, zona del cervello collegata alle aspettative positive, è stato quello del proprietario. Anche l’odore dell’altro cane di famiglia ha suscitato la risposta del nucleo caudato, però in parte minore. I restanti profumi non hanno invece suscitato reazioni apprezzabili.
”L’attivazione del caudato – si legge nella ricerca – suggerisce che non solo i cani hanno riconosciuto il profumo della persona familiare fra gli altri, ma che hanno fatto anche un collegamento positivo con quell’odore. Questo ci parla del potere dell’olfatto nei cani, e offre preziosi indizi circa l’importanza degli esseri umani nelle vite dei quattro zampe”. 
Nel percepire il profumo del proprio amico umano quindi, Fido prova piacere, un appagamento simile a quello scatenato dal cibo. 
Grandi benefici da questo studio potranno arrivare per elaborare nuovi metodi educativi per i cani, in particolare per quelli impegnati in pet therapy, a sostegno dei non vedenti. Facendo impartire i comandi dal proprietario, secondo i risultati della ricerca, si potrebbero ridurre i tempi d’insegnamento aumentando al tempo stesso le percentuali di successo. 
”E’ sempre difficile – conclude Berns – dimostrare che un animale provi qualcosa di simile a un’emozione umana di fronte agli scettici, ma io penso che sia così”. E basta guardare gli occhi e la coda dei nostri amici al nostro rientro a casa, sentire i loro mugolii di piacere quando li coccoliamo mentre dormicchiano con noi sul divano, per capire che un posto speciale nel loro cuore grande lo avremo sempre e per sempre. A prescindere dal nostro odore.

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