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mercoledì, 8 Dicembre 2021

Campania, terra vicina al cielo

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Non è la prima volta che si discute sulla cultura e turismo in Campania: la valorizzazione delle bellezze naturali e artistiche nostrane, attraverso politiche mirate, è da sempre oggetto di dibattito e considerato un elemento indispensabile per il rilancio dell’economia locale. Dopo il successo delle festività natalizie che hanno portato migliaia di turisti ad affollare la città di Napoli, chiudendo l’anno con un bilancio positivo per quel che riguarda il settore turistico, a riaccendere l’attenzione sulla questione è stato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Lanciando lo slogan “Campania, terra vicina al cielo” egli ha voluto seguire la scia del successo turistico dell’anno scorso, partendo proprio dal rilancio dei Campi Flegrei, fiore all’occhiello della regione. “I Campi flegrei possono fare parte di una proposta turistica unica, con la penisola sorrentina e le isole del Golfo, e produrre decine di migliaia di posti di lavoro”. La questione dunque, è indirizzata alla cultura come risorsa e miglioramento delle condizioni di vita, divenendo il settore in grado di produrre nuovi posti di lavoro. In un periodo in cui il tasso di disoccupazione giovanile è in continua crescita e sempre più difficoltosa la collocazione lavorativa dei laureati provenienti da indirizzi di studi umanistici, le parole di De Luca riaccendono la speranza. Pozzuoli diventa dunque il luogo che il presidente intende favorire tra i dieci progetti progetti da finanziare con i fondi Ue e scelta proprio perché costituisce un’area deindustrializzata e fortemente trascurata, nonostante l’importanza storica e la posizione privilegiata. In Particolare il Rione Terra, antichissimo nucleo abitativo dell’area puteolana che ha maggiormente risentito della cattiva amministrazione. Sgomberata perché minacciata da crisi bradisismiche, la rocca millenaria è stata restaurata e resa solo recentemente visitabile come persorso archeologico, ma come fatto intendendere da De Luca, la strada da fare è ancora lunga e richiede un’oculata politica di sviluppo.

L’attuazione di progetti e finanziamenti per il rilancio di Pozzuoli e zone limitrofe arriva contemporanemente alla controversa pubblicazione del New York Times sulla lista dei luoghi del mondo da visitare nel 2016. Tra le 52 destinazioni non figura il Sud Italia, ma è stata scelta solo la città di Torino con i suoi panorami dalla Mole Antonelliana e il Monte dei Cappuccini, il Museo Egizio e il paesaggio di Monferrato. Una lista che ha destato molto scalpore perché non tiene conto della complessità storica e artistica campana e del Sud Italia in genere, né della bellezza ineguagliabile della costiera amalfitana e sorrentina. Una trasformazione che possa portare ad alimentare l’interesse del mondo verso queste zone ed attirare fondi, è quanto auspicato da De Luca per far sì che Pozzuoli diventi “l’esempio della rottura della mummificazione italiana”.

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