Campania, sarà dura ripartire per i lavoratori Sono circa 1520 le persone che probabilmente saranno costrette ad abbandonare il proprio lavoro

Campania

Si respira un’aria diversa, caratterizzata dalla speranza e da un maggiore senso di vitalità. Il Coronavirus non si è estinto definitivamente, ma la Regione Campania e tutta l’Italia sembra abbiano imboccato la strada della ripresa. Nonostante ciò, ci sono alcuni settori e diversi lavoratori che hanno subito danni notevoli e non riescono a rialzarsi dopo la paralisi totale durata due mesi.

Finito il lockdown, sono rimesse in moto tutte le vertenze industriali, rimaste soltanto congelate; ma, purtroppo, rischiano di perdere il posto circa 1520 lavoratori delle industrie ormai in crisi. Sono sull’orlo del baratro, in particolare, alcune multinazionali e segreterie territoriali che già in precedenza erano in difficoltà. Quest’ultime sperano nell’aiuto e nel sostegno da parte del Governo, anche se sarà faticoso. Al di fuori delle grosse difficoltà economiche, anche il settore sanitario richiederà un impegno notevole, soprattutto dopo l’emergenza.

Attraverso una lettera, i sindacati hanno chiesto alla Regione Campania di confermare gli impegni stabiliti per la città di Napoli e di supportare il pressing istituzionale, con l’obiettivo di ritornare il prima possibile al tavolo ministeriale per riprendere la vertenza. La situazione è delicata anche per l’azienda del settore aerospaziale Dema, con sede a Somma Vesuviana e 750 dipendenti. Le Rsu e gli stessi sindacati, recentemente, hanno deciso di incontrare la direzione aziendale per discutere nuovamente riguardo la ristrutturazione del debito e del piano industriale; argomenti già trattati precedentemente in un incontro lo scorso 10 dicembre.

Per i sindacati, i tempi ristretti inerenti al percorso stragiudiziale presso il tribunale di Nola appaiano decisivi per la riorganizzazione e per il nuovo piano industriale. Il numero uno della Film di Napoli, Biagio Trapani, considera necessario che le istituzioni scendano in campo e offrano il proprio aiuto per creare delle condizioni essenziali per superare questa difficile condizione riguardante i lavoratori Dema e tutti i loro familiari.

Riparte anche la vertenza della Jabil di Marcianise, che ha scelto di ricorrere a 350 esuberi su 700 addetti totali, la metà esatta dei dipendenti. Purtroppo la Jabil è costretta a privarsi di alcuni dei suoi dipendenti: 78 hanno già abbandonato, accettando l’esodo volontario con un incentivo di 70 mila euro lordi. Per gli altri 272, ai quali è stato già annunciato il licenziamento, resta la possibilità di essere assunti presso altre aziende individuate, tra cui la società informatica Softlab, la sarda Orefice e la Need. Bisogna, però, controllare e accertarsi che la situazione sia la stessa, dopo i due mesi di lockdown.

Anche il segretario generale di Cgil Napoli, Walter Schiavella, si è voluto esprimere al riguardo e ha espresso tutta la sua diffidenza inerente alla Fase 2, malgrado l’enorme sforzo compiuto dal Governo con il decreto rilancio. Ciò che più preoccupa, infatti, è la fragilità strutturale del sistema del Mezzogiorno. Inquieta soprattutto, però, il peso che sull’economia metropolitana hanno i settori che ripartiranno in seguito: turismo e terziario, attività delle quali vivono molti lavoratori della Campania.

Si spera che lo scetticismo di Walter Schiavella sia smentito, e che venga trovata la forza per superare questo momento difficile per ritornare alla totale “normalità“.

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