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mercoledì, 6 Luglio 2022

Campania leader della pizza

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Elvira Puglisi
Nasce Elvira ma per tutti è Elvia: specializzata in Cinema al DAMS di Roma, coltiva instancabilmente le sue grandi passioni ovvero cinema, teatro e naturalmente la scrittura. Si diletta sul palco e pasticcia in cucina, scrive recensioni e articoli.

La Nuova Guida alle Pizzerie Gambero Rosso per il 2015 è appena stata stilata, ciò che emerge è un quadro florido e positivo per uno dei piatti simbolo della tradizione culinaria nostrana. Sono 450 le pizzerie passate al vaglio dall’azienda leader nel giudizio di qualità enogastronomica, censite in base alle categorie: pizza napoletana, italiana e gourmet, al taglio o al piatto. Sono ben 45 le pizzerie che quest’anno hanno conquistato il massimo dei voti, 15 in più rispetto alla scorsa edizione. Questo perché la pizza si consolida sempre più nel tempo come piatto identitario della cultura gastronomica della nostra Nazione, esprimendo al contempo qualità e genuinità. Tra tradizione, innovazione e creatività, la pizza italiana resiste e si reinventa partendo dalla base solida della cultura artigianale, sperimentando le nuove forme della cucina d’autore attraverso la combinazione di sapori e ingredienti insoliti. La procedura intera di realizzazione del prodotto pizza passa, secondo Gambero Rosso, dall’attenta selezione delle materie prime fino alla creatività dei condimenti, il tutto mantenendo forte il dialogo con la tradizione. La diffusione e la crescita della pizza è un trend che, afferma la guida, “troviamo anche nelle espressioni di stampo tradizionale, soprattutto partenopee, forti di un felice dialogo con il grande artigianato che non chiude alle nuove esperienze, ma al contrario le integra in una prospettiva che unisce gusto e digeribilità”.

Il bilancio che emerge è pressoché invariato rispetto alle precedenti edizioni della guida: la Campania resta leader per la pizza tradizionale napoletana, Roma va forte nella specialità a taglio mentre nel resto d’Italia ci sono le provincie come Legnano e Truggio. Per quanto riguarda i “vincitori” nello specifico dei prestigiosi “tre spicchi”, per la sezione pizza napoletana si riconferma leader la Campania con 12 locali; il Lazio con 3 locali, il Piemonte e l’Abruzzo con 1 sono invece leader della sezione pizza all’italiana; per la sezione pizza gourmet i 3 spicchi sono stati assegnati in ordine al Veneto con 3 locali, all’Emilia Romagna, alla Toscana e alla Lombardia con 2, al Piemonte, al Friuli Venezia Giulia, alle Marche, all’Umbria e al Lazio con 1; infine le tre rotelle per la miglior pizza al taglio sono state assegnate al Lazio con 3 locali, seguono la Toscana con 2 e il Veneto, la Campania, la Calabria e la Sardegna con 1.

Per quanto riguarda i premi speciali, quello di Miglior impasto quest’anno è stato assegnato a Renato Bosco di Saporè a Verona e a Enzo Coccia de La Notizia di Napoli. Il premio Pizze dell’anno è stato assegnato invece sia a Villa Giovanna di Ottaviano, nella provincia di Napoli, per la pizza Crema di cavolfiore, code di gamberi, veli di lardo di Colonnata e scorza di limone sfusato d’Amalfi; sia al Mediterraneo a Gorizia, con la pizza Nuvola con carciofi sardi, culaccia, mozzarella di bufala, pomodoro corbarino, origano di Pantelleria e Parmigiano Riserva 30 mesi; e alla Pizzeria Bellavista a Picinisco (FR) per la Pizza con orapi, mozzarella e speck. La miglior carta dei vini e delle birre è invece stata assegnata sia al Veneto per I Tigli che nuovamente alla Campania per Salvo da Tre Generazioni.

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