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venerdì, 28 Gennaio 2022

Campania, la differenziata sempre più cara

Il difficile caso dello smaltimento dei rifiuti

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Riciclare per risparmiare. A quanto pare questa è un’affermazione valida in teoria, ma non in pratica.
Quest’anno, infatti, si arriverà a spendere più di 110 milioni solamente per il trattamento della frazione umida fuori regione.
Un paradosso, considerando che quest’ultima sarebbe destinata a diventare concime per i campi oppure terriccio per riempire le cave.

La realtà è invece ben altra…

In primo luogo la raccolta dei rifiuti, che risulta essere alquanto costosa, tenendo presente che la differenziata necessita di più mezzi e più dipendenti.
E poi il trasferimento negli stabilimenti italiani ed europei, data la mancanza di impianti di compostaggio regionali.

Purtroppo però non c’è più spazio. Le strutture di tutt’Europa sono sature.
In Campania vengono prodotte, ogni anno, circa 703 mila tonnellate di umido. Di queste, 70 mila sono sottoposte a lavorazione, mentre la restante parte viene esportata.

Il Sapna (Sistema Ambiente Provincia di Napoli) ha recentemente reso nota la lista di tutte le gare bandite a partire dal 2017.
Cinque nell’ultimo anno: due deserte e tre parzialmente deserte.
Una situazione destinata a pesare notevolmente sulle tasche dei contribuenti, arrivando a coinvolgere non soltanto Napoli, ma l’intera regione.

E proprio lunedì 16 luglio il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha incontrato in prefettura il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca.
A margine della riunione, l’invito è stato quello di favorire l’ascolto di sindaci, associazioni e cittadini, al fine di porre rimedio alla molteplicità di problematiche che caratterizzano il tema della gestione dei rifiuti.
Perché è questo l’unico modo per riuscire a vivere al meglio il nostro territorio giorno per giorno.

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