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martedì, 18 Gennaio 2022

Campania: genitori protestano contro la DAD

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Il 28 Novembre, l’Unità di Crisi Regionale ha annunciato, che le scuole in Campania resteranno chiuse fino al 7 Dicembre. Tale decisione, è stata resa pubblica durante una diretta Facebook. Durante la diretta, il governatore Vincenzo De Luca, ha illustrato il contenuto dell’ultima ordinanza.

Di conseguenza, per quanto riguarda le classi a partire dalla seconda primaria, si continuerà a studiare tramite didattica a distanza. E’ importante sottolineare che in tutto il resto d’Italia, le scuole elementari sono aperte anche in zona rossa.

Tale decisione, ha suscitato una serie di polemiche che hanno diviso i genitori in due categorie: chi vuole la DAD e chi vorrebbe che i propri figli rientrassero a scuola. Infatti, l’indecisione sul da farsi per quanto riguarda il sistema scolastico  ha generato un caos tale da ”invogliare” i genitori a manifestare contro la DAD.

La manifestazione in Piazza del Plebiscito

Lunedì 30 Novembre, molti genitori si sono ritrovati in Piazza del Plebiscito a Napoli per protestare. Di forte impatto è stato il gesto di riporre, al centro della piazza, un banco vuoto e una cartina dell’Italia in cui la regione Campania è stata cancellata.

La maggiore preoccupazione di questi genitori, riguarda la possibilità di posticipare il ritorno a scuola dopo le festività natalizie. Bisogna ricordare, che i bambini campani, studiano tramite didattica a distanza dallo scorso 16 Ottobre. Molti genitori, si sentono abbandonati dalle istituzioni e invitano quest’ultime ad intervenire per tutelare gli alunni.

“La Campania è un’anomalia nel territorio nazionale perché abbiamo una zona rossa che per il DPCM prevede l’attività di didattica in presenza …”.

Inoltre, molti plessi scolastici non sono attrezzati e non possono garantire sicurezza agli alunni. Da ciò nasce la decisione di alcuni, di evitare di mandare i bambini a scuola per la scarsa sicurezza nelle classi. Molti, manifestano anche per questo, poiché secondo le ultime decisioni dalla direzione scolastica regionale, i genitori che non mandano a scuola i figli,  senza giustificazione, possano essere segnalati ai servizi sociali per inadempienza.

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