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lunedì, 29 Novembre 2021

Campania, De Luca contro le decisioni governative

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

“In Campania sarà vietato anche andare nelle seconde case, ve lo anticipo”. In questo modo il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, esplica le ultime indiscrezioni in merito agli spostamenti durante le festività natalizie, riproponendo la propria fedeltà alla linea rigorista nei confronti delle ultime decisioni governative. “Abbiamo criticato il Governo per il livello di confusione, divisione e caos informativo che si è determinato. La nostra proposta era chiudere tutto a ottobre, oggi staremmo molto più tranquilli. In queste ore il Governo sta prendendo delle decisioni di rigore. Per una ragione di onestà intellettuale, devo dire che in questo caso condivido appieno le misure del Governo, a cominciare dalla limitazione negli spostamenti fra regioni e comuni”.

Ma durante la sua solita diretta del venerdì non si è limitato solamente a sottoscrivere la propria approvazione nei confronti delle ultime decisioni governative, cogliendo l’occasione per scagliare un vero e proprio attacco verso di esse.

Il j’accuse di De Luca riguarda in primis la scelta di mantenere chiusi i negozi di abbigliamento per adulti e di calzature, considerata del tutto intollerabile.

Mala requisitoria attuata non si è limitata alle decisioni governative, De Luca ha scagliato un grave attacco anche contro le altre amministrazioni regionali italiane, “in Italia ci sono dati clamorosamente falsati, ci sono Regioni che trasmettono un dato inverosimile di posti letto di terapia intensiva per far abbassare la percentuale dei ricoverati”. Nessuna congettura o dato circostanziale, le accuse di De Luca si basano sulla richiesta rivolta al Ministero della Salute di conoscere i dati reali “delle terapie intensive disponibili, non quelle comunicate, e qual è la differenziazione tra i tamponi che si fanno. Vi erano Regioni d’Italia che per settimane ci hanno detto che facevano 20mila, 50mila, 100mila test, poi improvvisamente sono scese. Oggi la Campania è fra le due o tre che fanno più test, veri, al giorno. Test molecolari veri, non test truffa”, concludendo il proprio discorso con un dato rincuorante per i cittadini, “Nelle prossime settimane sarà chiaro che la Campania è una delle pochissime Regioni che ha trasmesso dati veri e ad oggi è fra le due o tre che fanno più test, veri, al giorno. Test molecolari veri, non test truffa. Abbiamo la conferma di quello che mi ero permesso di anticiparvi: si conferma Campania, alla fine, sarà la Regione che esce dal Covid prima e meglio delle altre, in un contesto di totale trasparenza”.

Il presidente ha poi colto l’occasione per chiarire il modo in cui la Campania si sta preparando all’attuazione dell’iter vaccinale, un piano già abbastanza saldo da lasciar trasparire la volontà di attuare un’esercitazione generale già nei primi giorni del nuovo anno.  “Nei prossimi giorni, seguiremo in maniera puntuale l’attuazione di questo piano. Stiamo rifornendo tutte le strutture territoriali di congelatori a meno 80 gradi per essere pronti, già a metà gennaio, a mettere in piedi un piano di vaccinazioni straordinario. Anche in questo saremo una Regione all’avanguardia in Italia. Oggi la percentuale dei positivi è del 9%, sotto il 10%. Questi risultati sono il frutto delle nostre scelte, della chiusura anticipata delle scuole, del filtro che abbiamo fatto in estate per chi veniva dall’estero e di tutte le ordinanze di maggiore rigore che abbiamo adottato, non grazie alle misure del governo. Anche perché’ la zona rossa è una operazione solo propagandistica perché è aperto tutto”.

Si fa strada quindi, nelle parole del governatore della regione, un’ulteriore accusa ben più grave, quella di sciacallaggio.  “Nel corso di un mese e mezzo è stata messa in piedi una campagna di aggressione che aveva un obiettivo spostare l’attenzione dell’Italia dalle regioni del Centro Nord, in grande difficoltà e senza alcun alibi, sulla Campania e su Napoli per dirottare l’attenzione politica. Si va concludendo campagna aggressione politico mediatica contro nostra regione. Campagne di aggressione hanno fatto leva sulla falsificazione consapevole dei dati. In questi giorni qualcuno va girando per fare sciacallaggio su un altro problema. Abbiamo realizzato terapie intensive e ospedali modulari in primavera a Napoli, Caserta e Salerno. Ci sono persone tanto ottuse che pongono questa domanda: avete realizzato i centri e non sono occupati. Non ci vuole intelligenza superiore per capire che i posti non devono essere tutti occupati. Perché’ sennò dovremmo mandare i pazienti in Germania. Ci vuole tanto? Eppure c’è gente che va facendo domande totalmente idiote. E il ministero fissa come soglia di sicurezza è il 30 percento e ci dice che il 70 percento devono essere liberi. Mancano i calzari per il personale medico? Notizia falsa. Si mettono buste di plastica? Notizia falsa. Gente che col volto oscurato continua a mentire, quando lo fanno date per scontato che sono truffatori da denunciare. Noi al lavoro per individuarli tutti. Con calma arriveremo dove dobbiamo arrivare. Ci sono regioni che dovrebbero uscire dal rosso avendo 4 o 5 volte più ricoveri in terapia intensiva della Campania.”

Parole forti e accuse durissime quelle di De Luca, che però si dice favorevole al rigore delle decisioni governative, “a noi va bene la linea del rigore. Quello che non va bene è la speculazione politica sulle zone, ma per quel che mi riguarda più rigore c’è, meglio è. Noi dobbiamo essere più attenti di tutti. In Campania durante la seconda ondata dell’epidemia nessuno è stato messo sui materassini a terra, come mi è capitato di vedere per qualche realtà del Nord, in Campania non si sono aperti luoghi di ricovero nelle palestre, nei palazzetti dello sport, nelle sagrestie o nelle chiese. Pur in un contesto di grande difficoltà, abbiamo accolto ospitato e curato con dignità tutti. Quando qualcuno ha aspettato in macchina un’ora, doveva aspettare in macchina perché non c’erano alternative migliori. Ma quando da noi c’erano 5 macchine in fila, altrove ce n’erano 50. Ma queste cose non le saprete”.

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