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mercoledì, 6 Luglio 2022

Camorra: ecco chi era Cosimo Di Lauro, ritratto di un boss

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Camorra: ecco chi era Cosimo Di Lauro, ritratto di un boss. Si conosce praticamente tutto del boss scomparso nella giornata di oggi. Classe 1973 occupava un posto molto importante già prima di scalare la vetta del clan. ‘Il principe’, ‘The designer don’, ”o chiatto’, tanti i soprannomi per l’ex reggente dell’omonimo clan. Dominava nel periodo in cui il quartiere di Scampia entrò nelle cronache internazionali per la cruenta lotta tra cosche legata al controllo di quella che era la piazza di spaccio più grande d’Europa.

Camorra: ecco chi era Cosimo Di Lauro, ritratto di un boss

Il primo soprannome glielo avevano regalato i cronisti, anche perché era il primogenito di Paolo Di Lauro, detto ‘Ciruzzo ‘o milionario’, capoclan di quel quartiere dell’area Nord di Napoli che aveva creato un impero sullo spaccio di droga grazie ai suoi contatti nella penisola iberica che gli assicuravano fiumi di stupefacenti per alimentare la sua rete di pusher. Il secondo era legato alla sua passione   gli per abiti, accessori e oggetti firmati e vistosi

Quando Paolo Di Lauro divenne latitante, nel settembre 2002, la gestione della cosca passò naturalmente nelle mani di Cosimo, che centralizzò sempre di più l’affare droga, uno di quelli più redditizi del gruppo criminale, delegando nelle mani dei capi piazza il commercio al minuto in cambio del pagamento ai Di Lauro di una ‘tassa’.
A lui, secondo più di un pentito, si deve anche una epurazione interna, liquidando a colpo di agguati vecchi affiliati e sostituendoli con elementi più giovani e più violenti a lui fedeli.

 Una scelta che scatenò mugugni e poi, a ottobre 2004, la ribellione di un gruppo legato a Cesare Pagano e Raffaele Amato, elementi di punta dei Di Lauro che diverranno poi noti come scissionisti, e che alla nuova cosca da loro creata portarono in dote i contatti in Spagna per l’approvvigionamento di droga.

Una sfida che nel giro Di pochi mesi fece decine Di morti a Napoli e che è ora nota come prima faida Di Scampia, ispiratrice del romanzo di Roberto Saviano ‘Gomorra’ e poi dell’omonima serie.

Proprio nella serie, la figura Di Genny Savastano sarebbe ispirata a Cosimo Di Lauro. Il boss era stato arrestato il 21 gennaio 2005, nel rione denominato Terzo mondo del quartiere di Secondigliano, altro fortino della criminalità organizzata e della famiglia Di Lauro.

Per impedire che fosse ammanettato, contro le forze dell’ordine ci fu anche un lancio Di oggetti dai balconi. Nove mesi più tardi venne arrestato anche il padre Paolo, nascosto in una casa poco lontano dall’abitazione di famiglia in via Cupa dell’Arco.

Nel febbraio 2008, la condanna a 15 anni di carcere per associazione a delinquere Di stampo mafioso. Il 13 dicembre 2008 un ergastolo per aver ordinato l’omicidio di Gelsomina Verde, l’ex fidanzata di un affiliato passato dalla parte degli scissionisti, Gennaro Notturno, torturata e uccisa perché ne rivelasse il nascondiglio il 21 novembre 2004, il cui corpo venne dato alle fiamme.
Di recente, Cosimo Di Lauro era stato condannato, sempre all’ergastolo, per gli omicidi Di Raffaele Duro e Salvatore Panico, e Di Federico Bizzarro, avvenuti a Mugnano prima della faida del 2004.

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