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domenica, 29 Gennaio 2023

La camorra colpisce ancora

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Claudia Camillo
Collaboratore XXI Secolo.

La camorra non dorme mai e ne è dimostrazione la vicenda di questa notte. Ancora una volta una vittima di camorra, ancora una volta, probabilmente, un regolamento di conti. Questa volta la vittima è Carmine Lepre, detto “o’ Polpetton”, sparato da alcuni sicari poco dopo la mezzanotte nella strada tra via Salvator Rosa e via Francesco Saverio Correra.

La zona dove si trovava o’ Polpetton al momento della sua morte è chiamata “Cavone” e proprio il fratello di Carmine Lepre, che era noto agli ambienti malavitosi, è il boss della zona, ovvero Ciro Lepre detto “o’ Sceriffo”, che controlla tutta la zona che va da piazza Dante a corso Vittorio Emanuele. I sicari hanno quindi colto di sorpresa Carmine Lepre e l’hanno crivellato di colpi. Sul posto sono immediatamente accorse le volanti della Questura e della Scientifica. Questo avvenimento potrebbe rendere la zona del Cavone molto più pericolosa del solito, facendo fiorire gli slanci criminali che vi sono all’interno. Infatti, negli ultimi tempi proprio nel Cavone un gruppo di giovani criminali starebbe tentando la “scalata” al controllo delle piazze dove i traffici illeciti della droga sono più intensi, mettendo a segno una serie di raid nelle ultime settimane.

Ancora non si conosce la motivazione dell’eliminazione di Carmine Lepre, probabilmente un regolamento di conti o una vendetta ai danni del fratello. Ciro Lepre a tutt’oggi è detenuto: nel 2012 fu fermato dal Commissariato di Polizia “Dante” perché accusato di pretendere il pizzo da un imprenditore srilankese, regolarmente residente in Italia da anni, che possiede attività commerciali nella zona tra il rione Sanità e il quartiere Avvocata. La vittima era doppiamente taglieggiata dal clan Lepre e dai suoi esattori essendo costretto a versare perlomeno tre volte l’anno, e in aggiunta alle ricorrenze di Pasqua e Ferragosto, la somma di 1500 euro al clan.

I membri della famiglia Lepre sono stati più volte fermati dalla polizia e condannati dalla Direzione Distrettuale Antimafia per reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, tentato omicidio e estorsione.

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