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lunedì, 4 Luglio 2022

Camorra: 5 MLN di euro agli eredi dell’ex boss Cirillo

La Gdf ha eseguito il provvedimento della Cassazione, che a seguito dell'indagine patrimoniale della Gico di Salerno ha rilevato incongruenze reddituali negli eredi dell'ex boss Cirillo

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

La Nuova Camorra Organizzata del “Professore” Raffaele Cutolo è stata per il Mezzogiorno Continentale e in particolare campano, una delle organizzazioni criminali più attive e pericolosa tra la fine degli anni 70′ e i primi anni degli anni 90′; avente rapporti, non solo di interesse con esponenti dell’imprenditoria e della politica che conta, fino ad intrattenere rapporti anche con organizzazioni terroristiche come le Brigate Rosse.

Ancora oggi in alcune aree del vesuviano i nomi – o meglio i soprannomi- di alcuni di queste persone suscitano la paura nei residenti, e stamane 23 maggio, quando le “Fiamme Gialle” della Guardia di Finanza di Salerno ha predisposto un maxi sequestro, pari a oltre 5 milioni di euro di beni immobili ed attività commerciali e ristorative, da lontano, hanno rivissuto per poco tempo quell’orrore passato.

Infatti, stamane la Guardia di Finanza ha sequestrato molteplici attività commerciali, quali negozi, un’azienda produttrice e distributrice di caffè all’ingrosso, un centro estetico ed una società finalizzata ad investimenti di capitali molto attiva. Tali attività erano stati affidati agli eredi del boss scomparso nel 2007, Giuseppe Cirillo, tra gli ex uomini di spicco della NCO di Raffaele Cutolo.

La Corte di Cassazione, che aveva dichiarato inaccettabile gli innumerevoli ricorsi posti da parte degli eredi dell’ex boss Cirillo, ha oggi dato il via all’esecuzione dell’ingente sequestro di beni, che secondo gli inquirenti sono derivati da attività illeciti e ricavati dal denaro dei traffici ed in seguito adoperate anche per il riciclaggio di denaro.

A pesare sulla decisione della Cassazione ha inciso certamente l’indagine patrimoniale eseguito nel salernitano dal Gico, dove risiedevano gli eredi del boss Giuseppe Cirillo.

Infatti le discrepanze tra le dichiarazioni dei redditi dichiarati dagli eredi e il tenore di vita riscontrato, insieme alla dubbia provenienza dei beni, ha determinato la scelta della Cassazione e dato il via al sequestro definitivo.

Giuseppe Cirillo, ex membro della Nco di Cutolo, nel 2005 fu condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso perché nella località di Sibari, in Calabria,  aveva creato una società dedita ad attività quali racket, strozzinaggio ed analoghe attività illecite.

Secondo le “Fiamme Gialle”, la rete del Cirillo si estendeva per un raggio d’affari che ricopriva dalla località calabrese di Sibari, fino ad Ancona, sfruttando proprio gli innumerevoli permessi e la sorveglianza speciale per costruire questo ingente patrimonio e questa rete che stringeva le province dello stivale italiano.

 

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