Juventus- Allegri: la separazione.

La panchina più ambita d'Italia è saltata. L'erede di Allegri sarà tra i nomi che circolano in queste ore sui giornali?

Scatta il toto-allenatore per la più amata (e la più odiata) dagli italiani dopo che la storia semi-infinita tra la Juventus ed Allegri è stata troncata da un freddo comunicato della società alle ore 13 in punto di questo 17 maggio. Non è stato un fulmine a ciel sereno, c’erano state avvisaglie che facevano presagire ad una situazione poco chiara che smentiva clamorosamente la conferma in diretta tv, subito dopo l’eliminazione europea ad opera dei lancieri dell’Ajax. Il secondo clamoroso divorzio di questa stagione avvenuto quasi con le stesse modalità di quello già visto con l’ex direttore sportivo Marotta, scuote il futuro dei bianconeri e mette in gioco nomi e cognomi di allenatori che potrebbero dare una sterzata alla filosofia del “vincere a tutti i costi” che è stato da sempre il mantra della società bianconera. Ci si è resi conto che la dea Vittoria (in Europa) deve essere incensata con le idee, il coraggio, l’intraprendenza e complici le pretese dell’oramai ex tecnico livornese che oltre ad un aumento dell’ingaggio (si parla di 10 milioni) chiedeva una epurazione di cinque, sei elementi della rosa, si è deciso di recidere il cordone ombelicale che teneva legati il mister con la vecchia signora. A danno di chi, ce lo dirà il tempo e noi assisteremo curiosi agli eventi che da qui a breve ci faranno conoscere il nome del principe azzurro che guiderà la “Nerobiancaneve” che affronterà la prossima stagione con l’obiettivo di vincere tutto. Ci sono indizi che portano un poco di qua e un po di la del vecchio continente senza escludere soluzioni all’interno del paese che ci suggeriscono un pensierino ad Inzaghi Simone che ha imparato in fretta e bene a prendersi i trofei, un idea niente affatto bislacca che ci propone il nome di Josè Mourinho, che sa come si vince la Champions o un clamoroso ritorno di Antonio Conte che non disdegnerebbe allenare uno come CR7, sempre che quella sua porta sbattuta cinque anni fa non risuoni ancora forte nelle nobili orecchie di Andrea Agnelli. Escludendo quasi naturalmente Guardiola e Klopp, stregati in modo irrimediabile da Premier-land, un colpo di scena degno di questo nome lo riserverebbe l’approdo alla corte torinese dell’ex profeta napoletano Maurizio Sarri che in Inghilterra sembra sia stato anzitempo bandito dal “lunapark”, a dispetto dei risultati che con la possibile conquista dell’Europa League, al suo primo anno, non potevano essere migliori. “Tempus narrabo” e noi saremo qui ad attendere i prossimi eventi.

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