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giovedì, 6 Ottobre 2022

Calo dei contagi in Italia: prima riapertura il 4 maggio

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Uno spiraglio di luce si intravede nei complessi ospedalieri e sul territorio del bel Paese: poche ore fa, è giunta la notizia di un forte calo di contagi.

Dopo aver lasciato una macabra scia di vittime e disagi, con conseguente crollo economico di numerose imprese italiche, il virus sembra finalmente dipartire per abbandonare, ci auguriamo definitivamente, il suolo italiano.

La situazione odierna

I pazienti dimessi sono all’incirca 47.055, ma la fase due sarà piuttosto delicata.

Un dato allarmante rivela che il 90% degli italiani non ha contratto il virus e non ne è immunizzato.

Nonostante lo stanziamento di diversi milioni di euro, per l’acquisto di dispositivi sanitari e continui aiuti da parte dell’Albania che, continuamente, spedisce i suoi infermieri, le condizioni in cui versa l’Italia non sono del tutto rosee.

Il presidente Conte si dichiara enormemente preoccupato per l’avvio della fase 2.

In previsione del piano di allentamento delle restrizioni, che sarà attuato il 4 maggio, il presidente teme un nuovo incremento dei contagi.

Giuseppe Conte vuole procedere con attenzione e cura, per il bene del suo Paese.

«Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile», poiché «farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui». Questa la dichiarazione pubblicata sul profilo Facebook del nostro premier.

Conte dovrà operare in modo cauto e preciso, considerando le diverse situazioni che si presentano di regione in regione, adottando le giuste misure.

In primo luogo, verranno considerati i flussi sui trasporti pubblici, poi saranno esaminati altri importanti aspetti.

Le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio

«Non ci affideremo all’improvvisazione e il Governo si assumerà la responsabilità delle scelte».

«In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione», così come «Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni».

Entro questo fine settimana, ci saranno comunicate le definitive decisioni adottate dal premier.

 

 

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