Duvan Zapata: Il “gigante nero”.

La serie A si accende con la definitiva consacrazione dell'attaccante orobico Duvan Zapata che mette a segno una quaterna a Frosinone e si candida al titolo di goleador "principe" della serie A.

Non se ne aveva aveva traccia fino a pochi mesi fa, fermo ai box per un problema fisico lo avevamo quasi dimenticato e sotto traccia è passato il suo trasferimento all’Atalanta in un giro di attaccanti che ha portato tra l’altro l’atalantino Petagna alla Spal. Fu proprio in quel 17 settembre di Spal -Atalanta che tutti i tifosi bergamaschi pensarono come ad un grave errore la cessione dell’ attaccante scuola Milan che in quella partita segno addirittura una doppietta per un 2-0 finale a favore dei ferraresi che sembrava, come si suole dire, aggiungere la beffa (i gol dell’ex) al danno della sconfitta. Ma non sapevano, nessuno di noi sapeva, che nelle “officine” mediche bergamasche si stava lavorando ad una macchina killer delle difese avversarie di serie A, una specie di “Robocop” delle aree di rigore totalmente riplasmato per il calcio veloce e brioso di mister Giampiero Gasperini. Confessiamo tutti  che quando l’abbiamo visto in campo per la prima volta, in questo campionato, abbiamo stentato a riconoscerlo, perchè se le doti tecniche, aerobiche e di forza fisica eravamo abituati a vederle in Duvan Zapata nei suoi trascorsi al Napoli, all’Udinese e alla Sampdoria, quelle dell’incredibile velocità di movimento e di esecuzione, be, quelle ce le siamo perse ma non perchè eravamo ciechi ma perchè le ha acquisite quest’anno sotto l’eccezionale guida del suo attuale allenatore a cui vanno dati i giusti meriti per questa trasformazione, anche fisica, di un calciatore che in poche settimane si è candidato ad essere l’anti Cristiano Ronaldo per la lotta al trono di capocannoniere del campionato. Pensate che dopo il gol al Bologna nel suo esordio in stagione all’undicesima dell’andata, il colombiano ha segnato dalla quattordicesima alla ventesima ininterrottamente un gol al Napoli, tre all’Udinese poi alla Lazio (1 gol), Genoa (1) Juventus (2) Sassuolo (1) Cagliari (1) e Frosinone (4) un totale di 14 reti, aprendo in modo pirotecnico questo girone di ritorno che potrebbe registrarlo protagonista assoluto insieme alla sua Atalanta. Mi sembrano obbligatori i complimenti anche alla dirigenza e al presidente nerazzurro Antonio Percassi che ha puntato forte su questo ragazzo l’estate scorsa, mentre fa d’uopo la tiratina d’orecchio a tutte le società che evidentemente non hanno creduto appieno nelle potenzialità del “gigante nero”, non ultimo il club di De Laurentiis, il Napoli, che ebbe il merito di portarlo in Italia ma non la lungimiranza di imporlo al suo tecnico dell’anno scorso nell’estate del 2017. I “ma” ed i “se” li porta via il vento “ma” provate a pensare “se” con l’infortunio di Milik della stagione passata gli azzurri avessero potuto contare su questo Zapata. Forse a maggio scorso avremmo raccontato una storia diversa ed immensamente più bella.

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