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mercoledì, 22 Settembre 2021

Cala di San Pietro ai due Frati: tra mistero e bellezza

Per quanto riguarda il nome, Cala di San Pietro ai due Frati, esso si rifà appunto ai due fratelli, in dialetto napoletano “frati”. Luigi e Carmine da quella terribile notte infatti, sono considerati i “protettori” di quell'area, zona di forte richiamo turistico.

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La Cala di San Pietro ai due Frati è una delle tante bellezze paesaggistiche, ricche di mistero, che fanno di Napoli una città tutta da scoprire.

Uno scorcio che merita di essere visitato e che rende Posillipo ancor più celebre; si tratta di un paesaggio naturale meraviglioso, che appartiene a tutti e che non smette di sorprendere.

Chiamata anche Baia di San Pietro, è un tratto di costa situato a Posillipo, dal quale nasce una misteriosa leggenda.

Cala di San Pietro ai due Frati: un fitto mistero

La leggenda narra che su quella splendida collina abitassero due fratelli, Carlo e Luigi; durante una notte di mare in tempesta, una barca di pescatori, rischiò di naufragare, proprio all’imbocco della Cala.

I due giovani, non esitarono a tuffarsi in mare per trarre in salvo i pescatori; riuscirono a portare a riva solo una ragazza, Concetta, mentre il padre e un altro uomo sparirono trasportati dalla furia delle onde.

I corpi degli uomini, ritrovati qualche giorno dopo, furono seppelliti nella chiesa adiacente alla baia, quella di San Paolo Apostolo.

Concetta, la ragazza salvata dal tragico naufragio, fu accudita dalla famiglia di Luigi e Carlo, come una vera e propria figlia, divenne un componente della casa.

Col trascorrere del tempo però, i due fratelli s’innamorarono della bella ragazza, che indecisa, diede una possibilità prima a Carlo e poi a Luigi. 

Tutto ciò, il comportamento poco chiaro di Concetta, il corteggiamento serrato di Luigi, alimentarono un forte dissidio tra i due fratelli.

Il giorno di Carnevale, secondo gli usi e le tradizioni campane, si è soliti mascherarsi e festeggiare.

Proprio quella sera Luigi, accecato dalla gelosia nei confronti del fratello, mascherato, decise di rapire Concetta e di scappare con lei.

La ragazza, presa a forza e costretta a salire su una barca, smascherò Luigi, che però sembrò non abbandonare le proprie intenzioni. Il fratello da lontano vide la ragazza in seria difficoltà, afferrò un coltello e si avvicinò all’uomo accoltellandolo di spalle.

Quando Luigi si girò, Carmine lo riconobbe e si rese conto di aver ucciso il fratello. Afferrò nuovamente il coltello col quale aveva ammazzato Luigi, e proprio su quello scoglio, si trafisse il cuore, morendo anche lui.

I due fratelli morirono insieme, per aver amato la stessa donna, Concetta, che dopo qualche giorno a sua volta, sconvolta dal dolore e dal senso di colpa, si uccise.

Tra storia, mistero e tradizione

La leggenda narra che di notte, su quegli scogli, in quel luogo così suggestivo e bello, vaghino i fantasmi di Luigi e Carmine, alla ricerca di Concetta.

Ma l’alone di mistero non finisce qui: si narra infatti, che il giorno della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, gli scogli cambino posto, invertendosi.

Tale convinzione, si ricollega ad un racconto secondo il quale, durante una notte di tempesta, lo scoglio dove morirono i due fratelli fu colpito da un fulmine che lo divise in due.

Per quanto riguarda il nome, Cala di San Pietro ai due Frati, esso si rifà appunto ai due fratelli, in dialetto napoletano “frati”. Luigi e Carmine da quella terribile notte infatti, sono considerati i “protettori” di quell’area, zona di forte richiamo turistico.

Nella leggenda dei due fratelli, sacro e profano si mescolano, in una storia d’amore degna di una tragedia greca.

Ma probabilmente è proprio questa concordanza tra aspetti mistici e misteriosi e scene di vita quotidiana ad appassionare i tanti turisti che giungono presso la Cala di San Pietro ai due Frati.

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