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Buco di quasi 16 miliardi nel bilancio dell’Inps

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Buco di quasi 16 miliardi nel bilancio dell’Inps. Un duro colpo per l’economia italiana. Ne parla, l’attuale Presidente del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Inps, Gugliemo Loy.

L’ex sindacalista, ora rappresentante i lavoratori e le imprese nell’organo predisposto dell’istituto pensionistico, a proposito del citato “buco”, richiama l’attenzione sulle questioni finanziarie dell’ente pubblico, evidenziandone anche le criticità nella gestione delle prestazioni previdenziali e assistenziali degli ultimi mesi.

Ecco le sue parole: “due mesi per ricevere la Cassa integrazione sono troppi dovremmo scendere a uno e rafforzare gli assegni molto bassi. C’è un miglioramento rispetto a inizio pandemia però i tempi medi di attesa per ricevere i contributi sono eccessivi, occorre dimezzare. Bisognerebbe autorizzare subito la domanda, erogare il 60-70% dell’importo e posticipare i controlli. Ma ci vuole il coraggio del rischio”.

Purtroppo, l’informatica da sola non basta a sciogliere le pratiche complicate, quelle col codice fiscale che non torna, l’azienda con più posizioni da verificare. Guardando oltre alle criticità del sistema, secondo Loy non esistono alibi. Anche l’Inps deve aiutare le imprese.

Ma come fare a velocizzare le pratiche e migliorare le prestazioni offerte con un buco di questa portata? 15,7 miliardi sono un buco creato dalla Cig Covid, una misura straordinaria introdotta dal governo quando ha chiuso il Paese e che è stata anticipata da Inps attingendo ai suoi fondi. Se non viene ripianato, quando si tornerà all’ordinario, l’Inps rischia di non avere le risorse.

Loy asserisce: “se l’anticipazione di Inps sulla Cig Covid è strutturale allora si trasforma in credito dello Stato. Chiediamo che venga sanato per non minare la sostenibilità del bilancio dell’Istituto. Tra l’altro il rosso da 20 miliardi che indichiamo nel documento si basa sulle ottimistiche stime della Nadef per il Pil 2021. Corretto dal punto di vista contabile, ma non rassicurante”.

L’unica soluzione sembrerebbe quindi, l’intervento del legislatore per non mettere a rischio la sostenibilità e le prestazioni di Inps.

Quest’ultimo, con una nota sarebbe intervenuto per rispondere a Loy: “non esiste alcun allarme per il pagamento delle pensioni e delle altre prestazioni dell’Istituto, che possono essere finanziate attingendo, sulla base di vari strumenti che le legge mette a disposizione, a risorse dello Stato”.