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mercoledì, 6 Luglio 2022

Buco dell’ozono: l’ecosistema in pericolo

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Cosa si sa sul fenomeno di inquinamento che ha ridotto la quantità di ozono formando il tanto conosciuto e temuto “buco”? Forse non tutto ciò che realmente si dovrebbe sapere.

Nel 1985 fu scoperto che l’uso da parte dell’uomo di sostanze altamente nocive per l’ambiente determina la diminuzione di questa forma di ossigeno nella stratosfera, il cui doveroso compito è quello di assorbire i raggi ultravioletti ad alta energia impedendo loro di raggiungere l’atmosfera. Giungendo ad essa, infatti, questi raggi riescono a colpire il pianeta, danneggiando animali, piante e… anche l’uomo.

Si giunse, quindi, alla conclusione che bisognava diminuire ed eliminare l’uso di queste sostanze nocive dette clorofluorocarburi per salvare il salvabile, lì dove i primi danni già si erano presentati, soprattutto nelle zone come l’Australia, con un notevole aumento di casi di cancro alla pelle.

È stato così deliberato il divieto di utilizzare clorofluorocarburi e halon eliminandole quanto più possibile dalle nostre vite anche se, tante quantità elargite negli anni addietro, si stanno facendo vedere e sentire. Una recente ricerca australiana ha dimostrato l’effetto ancora in corso del fenomeno del “buco dell’ozono” sulle zone dell’Antartide, dell’Australia e del Sud America dove causa modifiche all’andamento del meteo e all’intero ecosistema.

Gli scienziati dell’Università di Wollongong, unitamente a quelli dell’Oak Ridge National Laboratory in Tennessee, hanno infatti documentato che tali radiazioni influiscono, ad esempio, sulla crescita degli alberi in Sud America ed in Nuova Zelanda, così come si è verificata una crescita inferiore del muschio antartico e, addirittura, dei mutamenti di biodiversità dei laghi antartici. Il pianeta, praticamente, tende a cambiare e lasciarsi influenzare dai raggi ultravioletti che non dovrebbero arrivare all’atmosfera riscrivendo perfino l’andamento climatico. A questo proposito, infatti, il dato allarmante è proprio il cambiamento meteo registrato in Australia, sottoposta ad eventi climatici estremi provenienti dall’Antartide che a sua volta, avendo subito una riduzione atmosferica, ha sospinto l’aria fredda verso il sud cambiando le stagioni australiane.

Le notizie sono sempre più allarmanti ed è il caso di chiedersi, effettivamente, se tutti i cambiamenti climatici che interessano anche tanti altri paesi, come l’Italia, non siano comunque da riportare al buco dell’ozono con la speranza che presto si possa porre fine alle conseguenze di errori del passato e, purtroppo, anche del presente.

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