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domenica, 5 Febbraio 2023

Brasile: disagi da cartellino giallo

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Claudia Camillo
Collaboratore XXI Secolo.

Manca ormai pochissimo al fischio d’inizio dei mondiali di calcio 2014, la cui partita inaugurale avrà luogo a San Paolo e vedrà il Brasile sfidare la Croazia. Proprio nella megalopoli brasiliana, nelle ultime ore, c’è stato uno sciopero a oltranza dei lavoratori della metropolitana che ha causato un ingorgo lungo 209 km.

Lo sciopero, indetto per chiedere un aumento del salario del 16,5%, ha coinvolto circa 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte delle quali ha invaso per protesta la stazione metropolitana nei pressi dello stadio dove si svolgerà la prima partita. Gli scioperi stanno scuotendo il Brasile: sempre nella città di San Paolo, si è svolta alcuni giorni fa una manifestazione pacifica del Movimento dei lavoratori senza tetto che, in 4mila, hanno marciato verso lo stadio bloccando il traffico e causando moltissimi disagi. Numerosi scioperi si registrano anche nella città di Rio De Janeiro.

Questi disordini si collegano alla scia delle proteste nate a giugno dello scorso anno, quando moltissimi brasiliani decisero di scendere in piazza per far sentire la propria voce contro l’aumento dei trasporti, gli insufficienti investimenti nei servizi pubblici e gli elevatissimi costi sostenuti per l’organizzazione dei mondiali e della Confederations Cup. Queste rimostranze più di una volta sono sfociate in scontri con le forze di polizia, le quali, a detta dell’ONG Amnesty International, abusarono del loro potere, schiacciando inevitabilmente il diritto di coloro che erano scesi in piazza per ribellarsi pacificamente e liberamente nell’ottenere migliori servizi dalla loro società.

Centinaia di persone rimasero ferite durante gli scontri: manganellate; pallottole di gomma; lacrimogeni. Queste furono ritenute armi ‘apparentemente meno letali’, venendo utilizzate dalla polizia contro i ribelli. Il fotografo professionista Sergio Silva perse un occhio durante una di queste rimostranze, vedendo la sua vita cambiare in un attimo. Ad oggi non è più riuscito a trovare lavoro e non ha mai ottenuto giustizia, né un risarcimento da forze di polizia e autorità.

Polizia brasiliana in assetto antisommossa
Polizia brasiliana in assetto antisommossa

Dal momento che la presidente Dilma Rousseff ha scelto di schierare le forze dell’esercito durante i mondiali di calcio, l’ONG internazionale, temendo una ‘ricaduta’ di scontri tra polizia e manifestanti, ha proposto una petizione per porre fine allo strapotere delle forze armate in Brasile, scagliandosi contro la sua impunibilità. Amnesty sottolinea l’impossibilità di punire le violenze indiscriminate contro i manifestanti pacifici, difendendo la libertà di quest’ultimi di scendere in piazza a protestare.

Si contano 92.500 e più “cartellini gialli” (così sono state fantasiosamente definite le firme raccolte nella petizione, che è ancora possibile firmare online – ndr) in tutto il mondo, dei quali circa 6mila raccolti da Amnesty International Italia. Attraverso un comunicato stampa, il portavoce di AI Italia Riccardo Noury, ha dichiarato che l’Ambasciata brasiliana in Italia ha rifiutato di accettare le firme, ribadendo che ieri sera ci hanno comunicato che non era più possibile riceverci per consegnare le firme. Stamattina, non ci è stato permesso neanche di lasciarle all’interno dell’Ambasciata. Sappiamo che uguale diniego è stato fatto anche a Brasilia, da parte del governo federale, e dalle ambasciate in altri paesi. Ci riproveremo alla fine dei Mondiali. Ma non è un bel segnale di dialogo, alla vigilia dell’inizio del torneo.

Dunque gli attivisti per la tutela dei diritti umani, attraverso la figura di Atila Roque, direttore di Amnesty International Brasile, avvertono: mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Brasile le autorità devono impegnarsi pubblicamente a non usare forza eccessiva nei confronti dei manifestanti e a indagare su ogni abuso. Se non lo faranno, le forze di sicurezza avranno carta bianca per commettere ulteriori violazioni dei diritti umani. Il presidente della FIFA Joseph Blatter, invece, non appare per nulla preoccupato da scioperi e manifestazioni, si dice fiducioso che questo sarà il miglior mondiale di sempre. Riguardo le proteste ha aggiunto: le manifestazioni? Io sono ottimista, vedrete che dopo il calcio d’inizio ci sarà un ambiente migliore.

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