lunedì 22 Luglio, 2024
26.8 C
Napoli

Articoli Recenti

spot_img

Brasile, nuova stretta sull’aborto anche in caso di stupro

Dopo lo scalpore suscitato dal caso della bambina di 10 anni, vittima di violenza sessuale da parte dello zio, a cui era stata negata dalla legge del suo Stato di appartenenza la possibilità dell’aborto, il Brasile non retrocede sulla questione. Anzi.

La nazione guidata dal presidente di estrema destra Jair Bolsonaro appone infatti ulteriori limitazioni ad eventuali interruzioni di gravidanza, fomentata anche dal potere ecclesiastico, sia di confessione cattolica che evangelica, che fino a questo momento legittimava l’aborto solo per i casi di stupro, di particolare rischio per la vita della donna o di gravi malattie del nascituro.

Eppure, anche in queste situazioni gli estremisti della destra carioca non vedono di buon occhio l’aborto: lo dimostra il fatto che la piccola di 10 anni a cui si è accennato precedentemente è stata costretta a recarsi a Recife, capitale di uno Stato diverso dal suo, per poter essere sottoposta all’operazione. Tutto ciò non senza clamore: fuori dall’ospedale, un’accesa protesta organizzata dall’estrema destra ha accompagnato quei minuti già abbastanza drammatici.

Alla luce di questo terribile fatto di cronaca e delle manifestazioni di protesta che l’aborto praticato alla bambina ha suscitato da parte di una certa ala della politica, ecco quindi che ora il Brasile emana ulteriori restrizioni per limitare tali pratiche chirurgiche. Lo fa creando ostacoli e difficoltà sempre più grandi per scoraggiare chi si trovi nella situazione di dover prendere in considerazione una tale dolorosa possibilità.

Anche in caso di stupro, infatti, il ministero della Sanità ha stabilito che il personale sanitario è obbligato ad offrire alla donna la possibilità di vedere l’embrione o il feto attraverso l’ecografia. Si pretenderà poi da parte della vittima anche il racconto dettagliato della violenza subita. Qualora la violenza non dovesse essere dimostrata con prove sufficienti, la donna rischierà un’azione legale contro di lei. Infine, l’aggressione subita verrà denunciata alla polizia indipendentemente dal volere della vittima.