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sabato, 26 Novembre 2022

Bradisismo nei Campi Flegrei, peggiora la situazione

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Sta tornando la preoccupazione per i fenomeni di bradisismo nei Campi Flegrei. Sembra infatti che negli ultimi mesi ci sia stata un’accelerazione di questi fenomeni, causando piccole scosse di terremoto.

Bradisismo nei Campi Flegrei, aumentano i sollevamenti

Giuseppe Mastrolorenzo,  ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano e vulcanologo ha affermato: “Fino al mese di settembre potevamo registrare un sollevamento di circa 6 centimetri al mese, mentre da settembre a oggi parliamo di 13 millimetri ogni 30 giorni. I Campi flegrei devono sempre preoccuparci, perché si tratta di un supervulcano attivo, però dobbiamo ricordare che negli ultimi decenni ci sono state due crisi molto più gravi di questa che stiamo vivendo, con sollevamento dell’ordine del metro/anno e decine di migliaia di terremoti”.

È previsto per il 10 febbraio un summit con il capo nazionale della Protezione civile.  Si parlerà inoltre di un cambiamento nel livello di allerta. Potrebbe passare da giallo ad arancione.  Il prof. Mastrolorenzo su questo ha infatti annunciato: “Il punto è capire chi decide il passaggio e su quali criteri perché mentre il passaggio da verde a giallo, che per la zona flegrea è avvenuto nel 2012, si basa su dati oggettivi, quello da giallo ad arancione è competenza delle valutazioni della commissione grandi rischi. Va ricordato che passare a livello arancione significherebbe dare ai cittadini facoltà di evacuazione volontaria”.

La problematica dei piani d’emergenza

Nonostante questo ancora più problematica sembra la questione del piano d’emergenza. L’area è estremamente vasta e comprende vari territori. Molti di questi comuni non hanno ancora presentato nessun piano di emergenza. Inoltre la popolazione sembra veramente impreparata di fronte ad una questione simile. Sono queste le altre lamentele dei ricercatori dell’Osservatorio vesuviano.

Il professore Mastrolorenzo infatti lamenta: “Da un decennio mi batto perché l’area di rischio prevista dal piano venga ampliata. Un’eventuale eruzione dei Campi flegrei potrebbe coinvolgere anche 3 milioni di persone, mentre il piano abbraccia soltanto i Comuni della zona e i quartieri a Ovest di Napoli. Poi, c’è il problema che molte amministrazioni non hanno consegnato i singoli piani. Senza contare, che la popolazione non è per nulla informata né preparata a un’eventualità del genere. In America convivono con fenomeni come gli uragani e ogni anni milioni di persone lasciano le loro case per poi rientrare passato il pericolo. E’ questa la strada che dovremmo intraprendere, ma siamo ancora impreparati.”

 
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