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domenica, 29 Gennaio 2023

Gpl sequestrato dai finanzieri tra Caserta e Roma

Circa 5.000 le bombole di Gpl sequestrate dalla GdF che hanno fatto finire in manette ben 16 persone.

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

Circa cinquemila bombole di Gpl sono state sequestrate quest’oggi dalla Guardia di Finanza presso il parco regionale dell’Appia Antica situato tra i comuni di Roma, Ciampino e Marino.

La maxi operazione dei finanzieri è partita in mattinata dalla Capitale ed è l’ultimo colpo, in ordine di tempo, assestato ai contrabbandieri di Gpl. Nei giorni scorsi infatti il presidio della GdF di Piedimonte Matese aveva messo le mani su altre 400 bombole e tracciato la strada per giungere fino al fulcro dell’attività illecita: Caserta.

Proprio qui, in un magazzino presso la frazione di Tuoro venivano stoccati e trasbordati su camion le bombole contenente il gas incriminato. Questi veicoli facevano successivamente tappa a Pignataro Maggiore, Piedimonte Matese per poi giungere, appunto, a Roma.

Il valore commerciale del materiale confiscato è di circa 460.000 euro dei quali ben 350.000 sono stati messi in custodia dalle Fiamme Gialle nel solo blitz odierno.

Per contrabbando, illecito materiale e trasporto di merce illegale sono stati ammanettati ben 16 individui.

Al termine dell’operazione il luogotenente della Gdf di Piedimonte, Vincenzo Spizzuoco, in carica dal dicembre 2016, si è detto molto soddisfatto dell’egregio lavoro svolto dalla sua compagine e ha ricordato quali sono le problematiche che potrebbero sopraggiungere qualora si acquistino bombole di Gpl di dubbia provenienza o a prezzi eccessivamente al ribasso.

Nella fattispecie sull’asse Caserta-Roma avveniva uno smercio di gas venduto sì ad un costo moderato rispetto alla media, ma per un quantitativo nettamente inferiore alla reale capienza delle bombole e, quindi, all’importo sborsato dagli inconsapevoli acquirenti. Peraltro c’è da considerare che i contenitori del Gpl non erano affatto a norma così come non lo era il gas stesso per via della concentrazione di componenti tossiche che superavano gli standard di sicurezza definiti per legge.

“Il maggior rischio che potrebbe presentarsi”- informa Spizzuoco- “è quello di una repentina fuga di gas che, nei casi che abbiamo oggi trattato, comporterebbe rischio certo per l’incolumità di chi ne è in possesso e per chi si trova nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo”.

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