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sabato, 2 Luglio 2022

Bomba alla Banca Centrale di Atene

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È esplosa all’alba, davanti la sede della Banca Centrale e gli uffici della “Troika”: Ue, Bce e Fmi, una bomba di circa 75 chili di esplosivo. Numerosi i danni, per fortuna nessuna vittima. L’ordigno era collocato su un’automobile, una Nissan, parcheggiata davanti alla sede dell’istituto ateniese.

Una telefonata anonima, arrivata al sito di notizie Zougla e al giornale Efymerida ton Syndakton, ha avvertito dell’imminente attentato, così da riuscire a isolare la zona e impedire perdite di vite umane. Un attentato che cade in una data significativa: 10 aprile, perché oggi è il giorno successivo al ritorno della Grecia sui mercati internazionali dopo ben quattro anni di esclusione; e per l’arrivo, atteso domani, della cancelliera tedesca Angela Merkel. In una nota ufficiale il portavoce del Governo di Atene, Simos Kedikoglou, ha riferito che i terroristi non riusciranno, con questo atto criminale, a cambiare l’agenda politica, che continuerà spedita per riportare la Grecia nell’Europa che conta.

Nessuna rivendicazione al momento per l’attentato, anche se le indagini hanno tra i primi indiziati Christodopulos Xiros, uno dei capi del disciolto gruppo di sinistra estremista “17 novembre”, evaso dal carcere nello scorso gennaio ed esperto in questo genere di atti violenti. Secondo le prime informazioni raccolte da giornalisti e polizia, alcuni testimoni pare abbiano notato una persona parcheggiare l’autobomba e allontanarsi di corsa. Poco dopo vi sono state due telefonate anonime, nelle quali l’interlocutore avrebbe allertato per la presenza, in una strada tra le vie di Panepistimiou e Stadiou, di un’auto con dentro 75 chilogrammi di dinamite, che sarebbe esplosa dopo 45 minuti. Poco prima delle 06.00 è avvenuta dunque l’esplosione.

Un clima teso e incerto, che non aiuta una Nazione da anni ingabbiata in una delle crisi economiche più gravi vissute dal mondo intero, un Paese che nonostante tutto prova a ripartire, come dimostrato anche dai 3 miliardi di bond a 5 anni venduti in questo breve periodo. Un ritorno sulle scene economiche internazionali con un boom di domanda e un tasso di collocamento al 4,95%, per un valore di oltre 20 miliardi di euro, chiaro sintomo di un ottimismo che, si spera, non sia smorzato da questo atto terroristico.

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