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venerdì, 19 Agosto 2022

Blitz a Bengasi: arrestato Ahmed Abu Khattala

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Si chiama Ahmed Abu Khattala ed è considerato uno dei principali responsabili dell’attacco al consolato americano di Bengasi dell’ 11 settembre 2012. E’ stato catturato dalle forze speciali americane nel corso di un blitz vicino Bengasi dopo una caccia all’uomo durata circa due anni.

E’ stato John Kirby, portavoce del pentagono, ad annunciare la cattura di Ahmed Abu Khattala dopo un’operazione segreta scattata nel fine settimana che ha coinvolto le principali forze statunitensi e comandi Delta Force. Dopo aver fatto perdere le sue tracce, Khattala si sarebbe rifugiato in un luogo non specificato della periferia di Bengasi, definito dall’Intelligence americana “favorevole” perché lontano dai civili e per questo poco rischioso. Secondo quanto riportato dagli ufficiali presenti alla cattura, non sarebbero stati sparati dei colpi di arma da fuoco ma il sospettato sarebbe stato trascinato fuori dalla Libia e sarebbe ora detenuto su una nave statunitense per essere infine trasferito negli Stati Uniti. Nei prossimi giorni il responsabile dovrà rispondere alle accuse di omicidio per l’ambasciatore J. Christopher StevensSean Smith, funzionario degli affari esteri; e i due agenti della C.I.A., Tyrone S. Woods Glen Doherty, uccisi durante l’attacco terroristico rivendicato dalla milizia islamica Ansar alSharia direttamente coinvolta con la guerra civile libica, milizia di cui Khattala sarebbe uno dei capi indiscussi. Tra le numerose ipotesi dell’attacco dominerebbe l’idea di una reazione della milizia alla notizia della morte di Abu Faraj Al-Libi, secondo altri osservatori si tratterebbe di una reazione anti-americana, probabilmente istigata dal gruppo islamico contro il film L’innocenza dei Musulmani di Sam Bacile, regista israeliano, finanziato dagli americani, in particolare dal pastore fondamentalista Terry Jones che, nel 2010, dichiarò di voler bruciare il Corano e di conseguenza fu bersagliato per aver osato realizzare un film blasfemo su Maometto.

“Per noi è importante mandare un messaggio preciso al mondo: non importa quanto tempo ci vorrà, se l’America viene attaccata noi troveremo i responsabili e li assicureremo alla giustizia”, con questa dichiarazione rilasciata a Pittsburgh, ieri, il presidente americano Barack Obama ha provato a mettere a tacere le numerose critiche piovute sull’amministrazione americana per non aver fatto il possibile per identificare i responsabili coinvolti nell’attacco terroristico del settembre 2012. A supportare queste accuse c’è inoltre il Partito Repubblicano che ha accusato pubblicamente il presidente di impiegare troppo tempo nella cattura dei criminali. La questione sarebbe ben più complessa: secondo la stampa statunitense infatti, il nome di Khattala sarebbe stato noto già nei giorni successivi all’attacco e quest’ultimo avrebbe perfino accusato l’amministrazione americana di “giocare con le emozioni dei cittadini, strumentalizzando l’attacco per avere voti”. Per i Repubblicani si tratterebbe, precisamente, di avere voce in capitolo sulla questione delle conseguenze della cattura, in cui si chiede a gran voce che Khattala venga trattato alla stregua di un terrorista e spedito nel campo di prigionia di Guantanamo, sull’isola di Cuba.

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