Black Lives Matter attacca il mondo della moda L’eterna direttrice di Vogue nel mirino del movimento BLM

Il Black Lives Matter attacca il mondo della moda.

Il movimento che ha iniziato una mobilizzazione per condannare la morte di George Floyd e che non accenna ad arrestarsi, punta il dito verso il mondo della moda e in particolare di alcuni personaggi molto noti.

La lotta, infatti, sembra non escludere nessuno e questa volta a restarne travolta è l’eterna direttrice di Vogue, Anna Wintour, ispiratrice di molti libri, film e leggende.

Infatti, secondo le indiscrezioni girate in rete di recente, la situazione nell’abbagliante mondo della moda non andavano molto bene, sopratutto per quanto riguarda le persone di colore.

A raccogliere le varie testimonianze delle discriminazioni avvenute tra le mura della rivista  è stato Diet Prada.

Tra stipendi a ribasso, orari interminabili di lavoro, per non parlare del bullismo ai danni dei colleghi di colore e tanto altro.

Di tali testimonianze la direttrice della rivista di moda Anna Wintour si è dichiarata pienamente responsabile attraverso una lettere interna che è stata poi divulgata da Page Six: “Mi rivolgo specialmente ai membri neri del nostro team. Posso solo immaginare cosa stiate passando in questi giorni (…) Voglio dire in maniera chiara che so che Vogue non ha fatto abbastanza per promuovere e dare spazio a giornalisti, scrittori, fotografi, designer e creativi neri. Noi stessi abbiamo fatto degli errori pubblicando immagini o storie che possono essere risultate dolorose o intolleranti. Mi prendo la piena responsabilità di questi errori”.

Un passo indietro che era necessario, sopratutto se si analizza la storia della rivista, da cui si evince che in 125 anni vi sono state fotografate solo 21 donne di colore ed un unico fotografo nero autore di una copertina.

La Wintour non è stata l’unico personaggio del mondo della moda ad essere travolto dall’ondata del BLM; anche Leandra Medine, creatrice blog Man Repeller.

La blogger è finita nel mirino del Black Lives Matter per aver licenziato due impiegati di colore agli inizio dello scoppio della pandemia da coronavirus.

Successivamente, la stessa ha ammesso il suo errore.

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