Bioetanolo: il biologico che guadagna terreno

Il bioetanolo è un alternativa ai carburanti fossili. Da anni ormai  si parla dell’enorme problema dell’inquinamento: primo fattore inquinante è il petrolio. Eppure non facciamo nulla senza questa sostanza: riscaldamento, energia elettrica, plastica, auto e tanto altro.

Le alternative al petrolio ci sarebbero e sono tante, ma quasi nessun governo le adotta e per interessi economici ci costringono ad acquistarlo. Un’ alternativa di cui si sta parlando sempre più spesso è il bioetanolo.

Il bioetanolo è un alcol prodotto attraverso un processo di fermentazione di prodotti agricoli ricchi di glucosio uno tra questi la canna da zucchero. Può essere utilizzato come  biocarburante  o come combustibile per biocamini.

In Brasile è largamente usato già da anni. La produzione di etanolo da canna da zucchero copre il 20%  dei consumi di carburante sopratutto per i trasporti pubblici.

images-2Di recente una multinazionale che  produce la plastica, ha scoperto che il bioetanolo si può produrre anche dalla comune canna di lago che a differenza dell’altra ha un enorme vantaggio, non va innaffiata  e di conseguenza gran risparmio.

In più hanno scoperto che si possono dimezzare i tempi di produzione grazie all’aiuto dello “Zymomonas mobilis”, un batterio che accelera la riproduzione della pianta. 

Nel 2012 la multinazionale  ha deciso di applicare questa scoperta. Ha finanziato quindi  la costruzione di un centro di produzione di bioetanolo da canna comune in Piemonte.

Pian piano la produzione di bioetanolo diventa sempre più importante. In ogni paese ci sono industrie che lo utilizzano.

Negli Stati Uniti ci sono state grosse sovvenzioni agli agricoltori per aumentare la produzione del bioetanolo. Mentre la Svezia prevede di arrivare entro il 2020 ad essere il primo paese al mondo indipendente dal petrolio.

Il progetto BEST  (Bioethanol for Sustainable Transport ) vuole dimostrare che si può sostituire benzina e diesel con il bioetanolo. Il progetto è sostenuto dalla commissione europea e coinvolge sei paesi del vecchio continente: Svezia, Italia, Spagna, Irlanda, Regno Unito e Paesi Bassi.

Per l’Italia il progetto prevede l’introduzione di alcune centinaia di auto e stazioni di rifornimento.

Sarà dunque il bioetanolo il combustibile del futuro? 

Non possiamo saperlo ma speriamo vivamente che  un carburante biologico finalmente possa eliminare quelli fortemente inquinanti, sopratutto il diesel altamente cancerogeno.

 

 

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47 anni, nata a Taranto, vive in Toscana nella provincia di Siena. Promoter . Amo leggere e cucinare.

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