Biodiversità a tavola, dal 19 al 21 giugno, Tropea si trasforma nella vetrina della biodiversità agroalimentare italiana con “Anteprima Terra Madre 2026”: tre giorni di incontri e conferenze, showcooking e degustazioni, attività per famiglie e una mostra mercato con oltre 150 produttori delle reti Slow Food nella cornice della terrazza calabrese sul Tirreno. L’evento inaugura il percorso verso la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre.
Biodiversità a tavola, il programma
Tra gli appuntamenti principali, tre conferenze esploreranno la biodiversità dei sapori, dell’olivo e dei paesaggi , mentre cuochi dell’Alleanza Slow Food proporranno piatti della tradizione calabrese rielaborati a quattro mani con colleghi di altre regioni.
Calabria al centro
Al centro c’è la Calabria, regione laboratorio per le politiche di tutela: con 16 Presìdi attivi e altri 95 prodotti segnalati sull’Arca del Gusto, il territorio rappresenta uno dei patrimoni agroalimentari più ricchi e fragili d’Italia. A spingere questa mappatura è il progetto “Presidiamo la Calabria”, sviluppato da Slow Food Italia in sinergia con Slow Food Calabria e sostenuto dall’assessorato regionale all’Agricoltura tramite il Fondo Sviluppo e Coesione 21-27, che nel 2025 ha portato all’apertura di tre nuovi Presìdi, la cipolla bianca di Castrovillari, i caprini d’Aspromonte e la melanzana violetta di Longobardi, con altri tre previsti entro fine 2026.
Tra tradizione e futuro
Un produttore aspromontano, tra i protagonisti del nuovo Presidio dei caprini, illustra cosa significhi questo riconoscimento. “Per anni abbiamo lavorato in silenzio, con metodi che i nostri nonni ci hanno tramandato: pascolo libero, caglio naturale, stagionatura in grotta. Il Presidio non è solo un’etichetta, è la garanzia che queste tecniche non si perdano, e ci dà accesso a una rete di mercato che da soli non avremmo mai raggiunto.”
Tropea non è un’anteprima, ma è prova che la biodiversità calabrese, fatta di cipolle, melanzane, formaggi e ulivi secolari, può essere il motore per lo sviluppo locale, aspettando l’evento di Torino a settembre.





