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sabato, 28 Maggio 2022

Bias cognitivi ed Euristiche: cosa sono?

Cosa sono i bias cognitivi? E in che modo agiscono nella vita di tutti i giorni? La parola, che deriva dalla lingua inglese, indica una percezione errata basata su pregiudizi e ideologie. Scopriamo di più.

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I bias cognitivi sono costrutti, al di fuori del giudizio critico, che si basano su percezioni errate, su pregiudizi e ideologie; in genere sono utilizzati per prendere decisioni rapide.

Bias cognitivi: le origini

Bias è una parola inglese, che deriva dal francese provenzale biais, che vuol dire obliquo, inclinato. Questo termine deriva, a sua volta dal latino e, prima ancora, dal greco epikársios, ovvero obliquo.

In un primo momento, il termine era impiegato nel gioco delle bocce, per denominare i tiri storti, che causavano effetti negativi. Nella seconda parte del 1500, la parola bias, comprende un significato più ampio, infatti sarà tradotto come inclinazione, predisposizione, pregiudizio.

Cosa sono i bias cognitivi

I bias cognitivi sono costrutti al di fuori del giudizio critico, che si basano su percezioni errate o deformate, su pregiudizi e ideologie. Sono usati spesso per prendere decisioni velocemente. Nella maggior parte dei casi, si tratta di errori cognitivi che hanno effetti nella vita di tutti i giorni, su decisioni e comportamenti, ed influenzano anche i processi di pensiero.

Al contrario, le euristiche ( parola che deriva dal greco heurískein: trovare, scoprire) sono procedimenti mentali rapidi, delle vere scorciatoie mentali, che consentono di formare un’idea generica su un argomento senza mettere in atto troppi sforzi cognitivi. Sono strategie rapide usate di frequente per raggiungere velocemente delle conclusioni.

Le euristiche cognitive

Nel 2002 Kahneman e Frederick affermano che l’euristica cognitiva funzioni tramite un sistema chiamato sostituzione dell’attributo, che si attiva senza consapevolezza. Secondo questa teoria, quando qualcuno espone un giudizio complesso da un punto di vista inferenziale, risulta essere sostituito da un’ euristica che è un concetto simile a quello precedente, ma formulato in maniera più semplice. Le euristiche sono, in effetti, delle vere e proprie scorciatoie mentali che portano a conclusioni rapide e veloci, che implicano il minimo sforzo cognitivo.

Quindi, i bias sono particolari euristiche usate per esprimere dei giudizi, che nel tempo assumono la forma di pregiudizi, su cose di cui non si è mai fatta esperienza. Al contrario le euristiche agiscono come una scorciatoia mentale e consentono di avere accesso a informazioni depositate in memoria.

Sostanzialmente, se le euristiche sono scorciatoie rapide ed efficaci estrapolate dalla realtà che conducono a conclusioni veloci, i bias cognitivi sono euristiche inefficaci; pregiudizi astratti che non si basano su dati di realtà, ma si sviluppano senza critica.

Gli errori cognitivi

Il ragionamento umano utilizza ampiamente le euristiche, scorciatoie di pensiero si discostano dal ragionamento logico. Quello che rende questi stili di pensiero disfunzionali non è la loro presenza, ma la loro rigidità e inflessibilità, specialmente se ci porta a leggere gli eventi che ci circondano, e noi stessi, in modo negativo.

Gli errori di ragionamento, quando avvengono quotidianamente, possono generare problemi, perchè sono alla base di pensieri e credenze disfunzionali, irrealistiche e che generano sofferenza emotiva. Le distorsioni cognitive possono essere individuate e modificate per formulare pensieri più realistici e funzionali al benessere delle persone.

Beck sottolinea l’importanza del concetto di verità empirica nella individuazione degli errori. Le sue liste di errori variano nelle diverse edizioni del suo lavoro. Nel libro del 2010 di Clark e Beck troviamo 6 possibili errori: catastrofizzare, saltare alle conclusioni, visione a tunnel, pensiero dicotomico, imminenza percepita della minaccia, ragionamento emotivo.

Beck presenta questa lista di errori al paziente scritta su un foglio con la descrizioni di ogni distorsione cognitiva. Il paziente, poi, segna i processi che crede di aver utilizzato. La terapia è, in effetti,simile ad una forma di addestramento cognitivo al pensiero logico.

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