BELLARUS: l’Associazione che lega Napoli ed Est Europa

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Quando nasce l’Associazione ‘BELLARUS’?

«L’Associazione BELLARUS nasce cinque anni fa, nell’ottobre del 2010. Essa nasce innanzitutto dal desiderio mio e di altre persone di non smarrire le nostre radici. Molti di noi si trovavano in Italia già da diversi anni e per tutti la nostalgia del nostro Paese era tanta. Siamo partiti praticamente da zero, nessuno di noi aveva la benché minima idea di come si allestisse una associazione; eppure, il 15 novembre scorso siamo arrivati a festeggiare il nostro V Anniversario. Diciamo che le due cose che ci hanno permesso di arrivare a questo importante appuntamento sono state: il puro entusiasmo profuso da ognuno di noi e l’umiltà di imparare dai nostri errori. Siamo andati avanti per tentativi, è vero; ma questo però ci ha permesso di crescere insieme alla nostra associazione».

Un po’ di tempo fa chiedemmo alla vice-presidente dell’Associazione ‘Russkoe Pole’ quale era stata l’accoglienza riservata loro dai napoletani e quali erano state le difficoltà incontrate; ci vuole parlare anche Lei di quello che è stato il vostro approccio con la realtà napoletana ed italiana?

«Personalmente io vivo a Napoli da ormai 15 anni e posso dire di non aver avuto problemi ad integrarmi. I napoletani sono molto ospitali. Certo anche noi abbiamo avuto ed abbiamo dei problemi con cui dobbiamo fare costantemente i conti. Per prima cosa la mancanza di una sede tutta nostra; al momento siamo infatti ospiti della ONG ‘Laici terzo mondo’ che una volta a settimana, il giovedì, ci concede un locale al Piano Terra di Via A. Depretis, 62. Sicuramente siamo messi decisamente meglio rispetto a tutte quelle associazioni e gruppi che una sede non la hanno proprio; ma una sede più grande, una sede che non dobbiamo dividere con nessuno ci farebbe comodo e ci permetterebbe di crescere ulteriormente come associazione. Ormai siamo in tanti a farne parte; e tanti sono anche tutti i materiali illustrativi sui nostri Paesi e le attività da noi organizzate che si sono accumulati nel corso di questi cinque anni. Un altro problema che veramente ci mette in seria difficoltà è l’assenza di una informazione chiara sulla legislazione italiana. Alle volte è una vera e propria ‘mission impossible’ capirci qualcosa. Ma voi italiani come fate?».

Torta per il V Anniversario dell'Associazione 'BELLARUS'
Torta per il V Anniversario dell’Associazione ‘BELLARUS’

Dopo cinque anni dalla nascita della vostra Associazione è giunto il tempo di fare un bilancio. Quanto avete fatto finora e cosa ancora vi prefissate di fare in futuro?

«A noi non piace vantarci, ma di cose fino ad oggi ne abbiamo fatte davvero tante; soprattutto poi se si tiene conto del fatto che nessuno di noi aveva mai mandato avanti un’associazione prima d’ora. Ma ripeto, questo non ci ha spaventato. Anzi proprio perché nessuno di noi aveva esperienza in materia, ognuno si è sentito più libero di dare il proprio contributo senza il timore di essere giudicato. Tutti dovevamo imparare come si faceva. Mi piace ricordare qui i primi passi compiuti da noi. La prima cosa che facemmo fu organizzare, nell’ottobre del 2010, una campagna informativa per mettere a conoscenza i cittadini bielorussi presenti sul territorio dell’apertura del Consolato Onorario della Repubblica di Belarus a Napoli e della nascita della nostra Associazione. E poi il mese successivo, insieme al Consolato, organizzammo il I incontro della comunità bielorussa a Napoli all’insegna del tema: ‘Non siamo soli lontani da casa’. I nostri sforzi più grandi sono da sempre rivolti sia a mantenere viva la coesione tra i membri, sia ad integrarci maggiormente con la città che ci accoglie; per questo motivo facciamo in modo che i nostri incontri abbiano cadenza mensile, ma soprattutto ci adoperiamo affinché possano rinsaldare l’amicizia tra i nostri popoli. In questo senso, ad esempio, nel giugno del 2011, con l’ausilio della dott.ssa Elena De Rosa e il dott. Beniamino Picciano del Distretto 28 della ASL NA1, abbiamo organizzato dei percorsi sonoro-musicali per la comunicazione senza frontiere rivolto ai ragazzi ed ai bambini della Bielorussia ed alle famiglie italiane che li accolgono; o ancora, abbiamo preso parte il 1° dicembre del 2013 alla Giornata dell’Amicizia, a Bacoli, con l’intento di rafforzare i rapporti di fratellanza tra persone slave e italiane. Naturalmente poi ci sono tutti gli incontri e le attività tematiche con i nostri concittadini e con quelli degli altri Paesi dell’ex Unione Sovietica dedicate alle principali festività dei nostri popoli, come: il digiuno di Pilipovka (la celebrazione di San Nicola), lo Srecianne (la celebrazione dell’incontro tra l’inverno e l’estate), la Maslenniza (la settimana che precede la Quaresima), la festa di Ivan Kupala (festa di San Giovanni Battista) e tante altre. Tutto questo senza però prescindere mai dall’opera di assistenza ai nostri connazionali presenti sul territorio. E quindi abbiamo organizzato e organizziamo continuamente incontri per fornire spiegazioni sulla struttura sanitaria italiana o sui contratti di lavoro, od ancora corsi di lingua italiana presso istituti convenzionati ed abilitati al rilascio del CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera). Per quanto riguarda poi i progetti per il futuro, ovviamente ci farebbe piacere se riuscissimo a crescere ancora come Associazione; più in particolare vorremmo provare ad organizzare un serio scambio linguistico con tanto di lezioni e certificazioni riconosciute, ma soprattutto vorremmo portare la lingua russa nelle scuole. I bambini non fanno lo sforzo che fa un adulto ad apprendere un alfabeto diverso da quello latino; anzi questo stimola ancora di più la loro mente. Io l’ho visto con mia figlia. E poi imparare la lingua russa sarebbe un vettore per favorire l’integrazione sociale e multiculturale».

Spazio dedicato alla Bielorussia in occasione della Festa dell'Unità nazionale Russa tenutasi lo scorso 5 novembre presso la 'Sala Nugnes' del Consiglio comunale di Napoli
Spazio dedicato alla Bielorussia in occasione della Festa dell’Unità nazionale Russa tenutasi lo scorso 5 novembre presso la ‘Sala Nugnes’ del Consiglio comunale di Napoli

Ecco. Lei ha parlato di favorire l’integrazione sociale e multiculturale; ma bastano secondo voi incontri e conferenze per educare i nostri popoli all’interculturalità?

«Secondo noi solo incontri e conferenze non bastano. Con incontri e conferenze, non si riescono a raggiungere tante persone; ma soltanto quelle già sensibili al tema dell’integrazione. Per raggiungere un maggior numero di persone occorrono seminari e attività il più possibile eterogenee, indirizzate alla promozione della conoscenza linguistica, del folklore, dell’arte e della cucina tradizionale. Ecco che allora ognuno di noi sceglie di farsi carico di organizzare un’attività. Ad esempio: Tatiana Kanavalava cura il laboratorio di ceramica, Tatiana Leusik si occupa di allestire gli scenari per gli immancabili spettacolini che rallegrano le nostre feste, Marina Efimchik è una giovane cantante che ha una voce angelica e ci commuove sempre quando canta le canzoni in bielorusso, Irina Topchilko cura il laboratorio di punto croce, Natalia Pankova è una signora russa che mantiene per noi i rapporti con i cittadini della Federazione Russa – tanto per quelli già presenti nell’associazione quanto per coloro che sono interessati a farne parte – e Yaniv Teodor che fa la stessa cosa con i cittadini ucraini, dal momento che lui è ucraino. E poi c’è il nostro coro. Siamo particolarmente orgogliosi del nostro coro perché è il maggiore strumento di integrazione. Sia i popoli dell’ex Unione Sovietica che il popolo napoletano sono popoli che amano cantare e che hanno uno strettissimo legame con la musica. Napoletana è infatti la direttrice del nostro coro, Rosa Montano; e napoletani sono anche alcuni dei suoi componenti, come Rodolfo Marino e Nunzia Riccio».

Coro dell'Associazione 'BELLARUS'
Coro dell’Associazione ‘BELLARUS’

 

E ora una domanda di rito. Quando si prova a far incontrare due culture ci sono sempre degli stereotipi contro cui combattere; nel vostro caso quali sono quelli più duri da sconfiggere?

«Nel nostro caso, lo stereotipo più duro da sconfiggere è che tutte le donne dell’Est Europa fanno le colf, le badanti o vivono da mantenute. Lo scopo della nostra Associazione è quello di raggiungere una integrazione profonda tra la comunità bielorussa o degli altri paesi dell’ex Unione Sovietica e la città di Napoli; e non soltanto quella del singolo individuo. E questo lo esprimiamo già nel logo della nostra Associazione, disegnato da Tatiana Kanavalava. La cicogna che campeggia al centro dell’immagine è il simbolo del nostro Paese – Belarus, mentre le due montagne su cui si libra sono il Vesuvio ed il Monte Somma. Poi a sinistra c’è una spiga di grano a simboleggiare la fecondità che vorremmo baciasse l’integrazione tra le nostre culture; mentre a destra un ramoscello di ulivo, simbolo di pace, appunto ciò che vorremmo regnasse sempre tra i nostri popoli. Infine, in basso, c’è nastro coi i colori delle nostre bandiere: il verde, il bianco e il rosso. Integrarsi non vuol dire assorbire il modo di vivere della società che ti ospita, ma significa che tra la propria cultura e la cultura altra deve esserci uno scambio. Perciò a noi può fare soltanto piacere se alle nostre feste si uniscono ancora più napoletani così che tutti possiamo interagire, cominciando ad aprirci, a farci domande sui rispettivi Paesi, le rispettive abitudini e tradizioni. Perché è così che avviene una vera integrazione».

Tra poco è Natale, come vi state preparando per festeggiarlo? Cosa state organizzando?

«Quest’anno il nostro sarà un Natale molto intenso sul fronte delle iniziative. Cominciamo il 17 dicembre con una festa per i bambini russofoni a Napoli dedicata a San Nicola nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino dalle 16.00 alle 18.00, nel corso della quale avranno modo di aprire con un po’ di anticipo qualche regalo. Il 20 dicembre, poi, si aprirà a Catanzaro una “filiale” della nostra Associazione! Una soddisfazione indescrivibile per noi. La notte dell’ultimo dell’anno, invece, festeggeremo con la nostra comunità la fine dell’anno vecchio e l’inizio dell’anno nuovo in un ristorante a Santa Lucia. Se vi va di aggiungervi a noi, sono già ben tre gli eventi che stiamo organizzando per l’anno nuovo, in collaborazione con le altre associazioni russe e italiane del territorio: la Befana per i bambini il 6 gennaio, e due giornate – il 14 gennaio ed il 25 febbraio – in cui oltre ad organizzare diversi tavoli di discussione, proporremo la degustazione di piatti tipici dei nostri Paesi, l’ascolto di canti popolari e l’esposizione di oggetti artistici realizzati dalle nostre artiste immigrate, che non sanno fare soltanto le colf e le badanti, ma nel tempo libero creano le loro opere con ottimi e sorprendenti risultati».

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Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

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