La batteria nucleare BV100 della Betavolt New Energy Technology di Pechino è entrata ufficialmente in produzione di massa ad aprile 2025. È grande come una moneta da 50 Centesimi e prevede un uso costante senza ricarica per 50 anni. La sua tecnologia rappresenta una pietra miliare nel campo dell’energia, poiché sfrutta il decadimento radioattivo dell’isotopo Nichel-63 (Ni-63) per produrre energia stabile e sicura senza produrre scarti radioattivi dannosi. Inoltre la Betavolt ne garantisce la produzione di energia non risentendo di sbalzi termici, attraverso una elevata tolleranza termica che va da -60 gradi a +120 gradi senza autoscarica e senza rischi di incendi od esplosioni. Molteplici sono i vantaggi della batteria BV100 rispetto alle batterie convenzionali agli ioni di litio attualmente in uso. La densità energetica, dieci volte superiore, la rende particolarmente adatta per settori che richiedono batterie di lunga durata evitandone la sostituzione in tempi brevi con costi di manutenzione e smaltimento decisamente superiori. Nonostante sia una batteria nucleare l’impatto ambientale della cella è minimo, poiché il nucleo radioattivo di nichel-63 decade in rame stabile nel tempo, eliminando la necessità di costosi processi di riciclaggio e smaltimento in quanto la completa scarica coincide con la fine del decadimento radioattivo. Illimitati sono i settori di utilizzo della Batteria BV100, poiché qualsiasi dispositivo che richiede una alimentazione di lunga durata potrebbe usufruire di questa nuova tecnologia. A cominciare dall’intelligenza artificiale, che nell’ultimo anno ha trovato applicazioni in ogni settore, a finire alle apparecchiature mediche, sistemi aerospaziali ecc. Ovviamente, prima di poter immettere sul mercato un dispositivo basato sulla tecnologia nucleare, nella fattispecie una sorgente radioattiva, è fatto obbligo delle certificazioni ISO 2919 e ISO 9978. In Italia, per la commercializzazione di prodotti contenenti materiale radioattivo occorre l’autorizzazione rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
L’interesse suscitato a livello mondiale dalla batteria nucleare BV100 della Betavolt ha portato molte altre società ad interessarsi allo sviluppo della tecnologia betavoltaica, anche se, nessuna di loro usa il Nichel-63, ma il Trizio, elemento costosissimo, con tempo di decadimento intorno ai 15 anni, ma che potrebbe trovare applicazioni più pratiche come l’uso per dispositivi medici come ad esempio i pacemaker.
Le motivazione di questa scelta stanno nella bassissima produzione di energia della batteria BV100, che eroga una potenza di 100 microwatt a 3 volt e che al momento non trova applicazioni utili.





