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giovedì, 20 Gennaio 2022

Battaglia per le unioni civili

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Con gli oltre 4 mila emendamenti presentati in commissione Giustizia al Senato, si accende la battaglia senza sconti di colpi contro e dentro la stessa maggioranza: così si annuncia l’esame dei disegni di legge sulle unioni civili, condensati dalla relatrice Monica Cirinnà del Pd, in un unico testo base adottato dalla commissione Giustizia di Palazzo Madama.

In prima linea si schiera l’Ap che, “sotto il comando” di Giovanardi, è pronta a presentare oltre 3.000 proposte di modifica a un provvedimento definito “contro la Costituzione”. Una posizione assai scomoda per Matteo Renzi, per il quale la legge sulle unioni civili è uno degli obiettivi primari da raggiungere entro l’estate, ma per la quale proprio l’alleato di governo risulta un ostacolo duro da superare: gli alfaniani hanno infatti già presentato 2.778 emendamenti, ai quali vanno aggiunti i 282 esclusivamente di Giovanardi, mentre sono 829 gli emendamenti di FI, e 332 quelli presentati da Gal. A questi vanno aggiunti altri 15 presentati dagli stessi Dem, per un totale di oltre 4.200 richieste di modifica.

Complice l’attesa dei pareri delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali al ddl, l’esame degli emendamenti inizierà solo fra qualche giorno, ma non sono esclusi ulteriori slittamenti causati proprio dalla mole delle modifiche richieste e dallo “strappo” di Ap. Un blocco che va in direzione contraria a quella supposta dal premier Renzi che ipotizzava potesse arrivare già prima delle Regionali un “sì” del Senato a un testo che prevede anche la cosiddetta “stepchild adoption“, ossia l’adozione di un bambino che vive in una coppia dello stesso sesso ma che è figlio biologico di uno solo dei due, oltre a prevedere la costituzione di un’unione civile di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni, che viene iscritta in un registro comunale e la reversibilità delle pensioni, considerata da Alfano troppo costosa per le casse dello Stato, ma invece indicata in una relazione tecnica dell’Inps come una spesa da pochi milioni di euro.

«Si vogliono a tutti i costi creare le condizioni perché la giurisprudenza europea consideri assimilabili al matrimonio le unioni civili italiane sulla base del presupposto della loro registrazione pubblica», attacca Maurizio Sacconi, che considera “necessari” i 3.000 emendamenti di Ap. Opinione nettamente respinta dal vice-capogruppo Pd al Senato, Claudio Martini, secondo cui quella dei centristi è solo “una scelta politica”, mentre la responsabile Welfare e diritti del Pd, Micaela Campana, rimarca come Giovanardi faccia “disinformazione”.

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