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lunedì, 18 Ottobre 2021

Aumento dei prezzi, coinvolto il settore agroalimentare

Non solo carburante e bollette, la fine del 2021 sarà caratterizzata da un aumento anche dei prodotti agroalimentari. Previsto anche un aumento di costi al consumatore per i servizi bancari

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

La fine del 2021 e l’inizio del 2022 si prospettano ricchi di rincari. Mentre i carburanti e le bollette continuano ad aumentare sempre di più, stavolta preoccupa anche l’aumento dei prezzi dell’agroalimentare, spinto dal caro delle materie prime. Anche le banche stanno aumentando il costo dei loro servizi.

Borsa merci telematica italiana (Bmti) ci mostra infatti un aumento del prezzo del grano duro nazionale di circa il 96%. Questo ha permesso che il prezzo all’ingrosso della semola aumentasse di circa il 90% rispetto all’epoca pre-Covid. Anche le quotazioni del grano tenero sono in crescita, tanto è che l’aumento dei prezzi delle farine raggiungono il 20%. Gli oli vegetali sono in deciso aumento. Si parla di una crescita del prezzo di circa il 69%.

Carlo Alberto Buttarelli, direttore ufficio studi di filiera di Federdistribuzione, ha detto: “Nel largo consumo, caratterizzato da oltre dieci anni da un trend deflattivo, preoccupa un eventuale cambio di scenario, anche se le stime dicono si tratti di fenomeni transitori. Ci vorrà qualche mese per misurare l’impatto di questi fenomeni, depurandoli dell’eventuale componente speculativa. Alcune di queste tensioni si sono già trasferite in proposte di aumento dei listini da parte dell’industria ma queste poi vanno discusse, evitando di trasferire i costi al consumatore, soprattutto sui beni essenziali come quelli alimentari. Allo stesso modo però non si può immaginare di contrastare a lungo queste pressioni, tanto meno di dilazionarle oltre misura.”

Forti aumenti si registrano anche sui conti correnti. Si parlerebbe del 4% allo sportello e del 3% online. Questi incrementi riguarderebbero soprattutto nuclei familiari con operatività medio-bassa (+18%). Sarebbero in calo, invece, i prodotti rivolti alla clientela più giovane e ai pensionati (- 9%). Già negli ultimi anni infatti, i conti online, restando comunque più convenienti, hanno però ritoccato i costi di alcune operazioni e introdotto un canone mensile. Ciò ha comportato un aumento del 9% sui conti per i giovani e dell’8% per famiglie con operatività bassa.

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