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lunedì, 29 Novembre 2021

Assemblea M5s, Conte: “bisogna rifondare il Movimento”

L'ex presidente del Consiglio ha preso parte all'assemblea tenuta in streaming, con un ingente carico di proposte e critiche

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Dopo esser rimasto in disparte per alcune settimane, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, indicato da Beppe Grillo a febbraio come probabile guida politica del M5S, è intervenuto durante l’assemblea del Movimento 5 Stelle, tenutasi giovedì sera in streaming, alla quale hanno partecipato parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali.

L’obiettivo di Conte? Spiegare come bisogna rifondare il Movimento. Un’opera radicale di rifondazione, distruzione e ricostruzione, senza però dimenticare il passato.

Bisogna ricordare che il Movimento 5 Stelle sembrava star perdendo quota dal punto di vista politico, questione che aveva generato alcune tensioni interne contro le quali si sarebbe dovuto combattere. Dopo la caduta del secondo governo Conte e l’elezione di Enrico Letta a segretario del Partito Democratico al posto di Nicola Zingaretti, il M5S ha dovuto quindi lottare per restare integro, giungendo a consolidarsi attorno alla figura di Conte.

L’intervento all’assemblea di Conte gli ha permesso di affrontare direttamente le questioni spinose dell’identità politica e dell’organizzazione interna del partito, scegliendo però di sorvolare riguardo altre, quali la messa in discussione del limite dei due mandati, nonché il difficile rapporto con Rousseau, sito che non è gestito direttamente dal partito bensì dall’Associazione Rousseau, fondata da Gianroberto Casaleggio e ora dal figlio Davide insieme ad altri soci.

“Oggi sono qui con voi anche perché dietro le sollecitazioni di tantissimi di voi e di Beppe Grillo ho accettato questa sfida complessa ed affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle. Non è un’operazione di restyling o marketing politico ma un’opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato. Rifondare non vuol dire rinnegare ma deve essere un’opera che valorizzi l’esperienza fatta che proietti il M5S in una forza capace di presentare un nuovo modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile, che coniughi la transizione energetica in atto per ridurre le tante diseguaglianze. In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale. Proporrò una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità. Dobbiamo partire da 2 punti solidi: una proposta che definisca una chiara identità politica e una proposta per dotare il movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile”.

Queste le parole pronunciate dall’ex presidente del consiglio durante l’assemblea.

E nelle ultime ore dall’interno del movimento c’è qualcuno che chiarisce le idee espresse da Conte in assemblea, in particolare Roberta Lombardi, neoassessora alla Regione Lazio, che riconosce all’ex premier Giuseppe Conte una caratura morale e politica.

 “Chi si è dimostrato bravo potrà continuare a fare politica in altri ruoli, da ministro, da capo di gabinetto o nel cda di qualche partecipata. Lì non ci sono limiti. Ma questa discussione è diventata stucchevole. Conte vuole evitare la patologia delle correnti, dove non si esercita il confronto tra pensieri diversi, ma si cerca di ottenere potere e perpetrare se stessi. Se poi le associazioni, come i think tank, vogliono diventare luoghi di confronto aperti alla società civile, nel solco di quell’apertura chiesta da Conte, sono benvenute. Se invece lo scopo è un altro, chiudiamole subito. Il nuovo Movimento non è precluso a nessuno. Ci saranno regole nuove e chi vuole rientrare dovrà adattarsi al contesto mutato. Chi, ad esempio, votò contro il governo Draghi non può rientrare continuando a professarsi contrario. L’atteggiamento, le parole, dovranno cambiare”.

 

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