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Arte, la giustizia alle Sale d’Ercole

Al Palazzo Reale di Napoli la giustiza e il suo rapporto con l'arte e la storia, attraverso un percorso mimetico con nomi quali Guercino e Cesare Ripa, fino a scendere nei meandri del passato con le documentazioni processuali dei processi di Bruno e Caravaggio.

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Al Palazzo Reale è di scena la giustizia, attraverso la quintessenza della civiltà, l’arte.

Fino al 28 gennaio 2020 le sale d’Ercole ospiteranno la mostra “L’arte della giustizia, la giustizia nell’arte”, evento in collaborazione tra la Regione Campania e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura di Roma, a cura di Giulia Silvia Ghia.

Un percorso mimetico  di 17 tele sul cambiamento della giustizia tra Antico Regime e la soglia del Moderno nell’estetica figurativa dell’arte, attraverso le opere di Cesare Ripa, Guercino, Cesare Gennari, Filippo d’Angelo, Bartolomeo Schedoni, Francesco Allegrini.

L’arte diventa contenitore in queste opere dell’ “effimero”, attraverso un simbolismo tipicamente realistico, da cui si eleva tutta la carica concettuale della Dea Iustitia atto a delinearne un ottimo percorso anche storico, sociale e culturale della legge secondo le epoche antecedenti l’avvento della Rivoluzione Francese.

Ripartita in tre sale, la mostra inoltre darà agli spettatori anche la possibilità di osservare la mitizzazione della giustizia attraverso l’oggetto più tangibile della legge e della giustizia, gli atti processuali veri e propri. L’ultima sezione della mostra “Mito oltre la Giustizia” presenterà le documentazioni stilate pro e contro personalità quali il filosofo Giordano Bruno, il pittore Caravaggio e la nobildonna romana Beatrice Cenci mediante l’ausilio di volumina provenienti dall’Archivio Storico di Roma, ove sono conservati e solitamente inaccessibili al grande pubblico.