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venerdì, 9 Dicembre 2022

Arresto a Cercola, in manette Armando Schiavone

Nelle ultime ore è stato reso noto l'arresto da parte della Squadra Mobile di Caserta del latitante del Clan dei Casalesi Armando Schiavone.

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Proprio nelle ultime ore è stato reso noto che la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un arresto molto importante volto a smantellare le fila di un clan camorristico del casertano. In manette è finito il latitante del Clan dei Casalesi Armando Schiavone, di 44 anni, latitante dal novembre dello scorso anno quando si è sottratto all’esecuzione di un provvedimento di cattura, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, dopo essere stato colpito da una sentenza definitiva di condanna a 9 anni e tre mesi di carcere poiché riconosciuto, in via definitiva, responsabile di numerosissimi capi d’accusa: associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle attività di gioco e scommesse, illecita concorrenza con violenza e minacce, riciclaggio, tutti aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei casalesi.

In particolare i suoi “servizi” erano rivolti alla relativa fazione Schiavone facente capo a Nicola Schiavone, primogenito dell’ex capoclan Francesco “Sandokan” Schiavone ed erede dell’impero criminale del padre. Pur avendo lo stesso cognome, Armando Schiavone non è comunque imparentato con la nota famiglia camorristica di Casal di Principe, per cui ha lavorato soprattutto come contabile.

Lo spessore criminale di Armando Schiavone è stato sottolineato non solo da numerosi collaboratori di giustizia e dai suoi precedenti giudiziari, ma anche dalle diverse frequentazioni con personaggi del clan che sono state registrate nel tempo; un intreccio di elementi che facevano di lui un uomo senz’altro in grado di ricompattare le fila del clan, fortemente indebolito da arresti e pentimenti, soprattutto alla luce di recenti illustri scarcerazioni che ne avrebbero agevolato l’opera.

Del resto, anche la sua cattura è stata tutt’altro che semplice. Solo con il ricorso ad un’indagine “tradizionale”, fatta di appostamenti e seguendo le persone che lo conoscevamo o che avrebbero potuto aiutarlo a sottrarsi alla cattura, gli investigatori diretti da Filippo Portoghese, coordinati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sono riusciti a raggiungere il risultato auspicato, rintracciando e catturando il latitante a Cercola, nell’hinterland napoletano. Con lui, fermato a bordo di un’autovettura, sono stati bloccati e identificati due suoi fiancheggiatori, il trentanovenne M.G. e il trentacinquenne V.G., entrambi denunciati per favoreggiamento personale aggravato dalla finalità mafiosa.

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